Non si può raccontare la storia del Milan, di una squadra, di una maglia senza evocare ricordi ed aneddoti, gesti atletici, vittorie e sconfitte legati da un unico filo conduttore: l’appartenenza a quella maglia. La maglia rossonera. Francesco Caremani, giornalista sportivo e profondo conoscitore di calcio, ci propone una carrellata di ritratti di campioni che hanno fatto grande la storia del Milan. Per riscoprire il senso di appartenenza. Il suo libro “Milan nel cuore. I campioni rossoneri, edito da Bradipo Libri, è un lungo viaggio attraverso epoche e modi diversi di intendere il gioco del calcio. Con 37 campioni a dettarne i momenti indimenticabili.

Nel libro “Milan del cuore. I campioni rossoneri” 37 ritratti di altrettanti campioni. Scelta difficile

Soprattutto dura. Impossibile inserire nel libro tutti i giocatori ed i protagonisti che avrebbero meritato di essere menzionati. Ne sarebbe risultata un’enciclopedia. L’intento del racconto non è enciclopedico piuttosto evocativo di momenti e gesta indelebili per la storia di questa squadra. Impressi da un giocatore o da un allenatore, raccontati in quei momenti della loro carriera nei quali hanno saputo dare tutto ed il meglio di loro stessi per quella maglia

Impossibile accontentare tutti i lettori

Inevitabile che qualche tifoso possa non ritrovare il proprio beniamino al quale nel tempo si è affezionato. Da giornalista e studioso del calcio ho però sentito il dovere delle scelte, anche editoriali. Ho voluto raccontare i momenti fondamentali della storia del Milan, andando oltre le gesta atletiche. E la storia degli uomini, prima che atleti, che le hanno rese possibili. Anche in questo caso le scelte non sono state facili

Andrea Pirlo, icona dell’ultimo grande ciclo del Milan

Ad un certo punto con l’editore ci siamo chiesti se inserire nel libro Andrea Pirlo che aveva concluso la propria carriera, con risultati straordinari, alla Juventus. Innegabile, però, che Andrea Pirlo sia stato l’anima ed il protagonista assoluto delle vittorie del Milan nel ciclo strepitoso contrassegnato dalla conduzione tecnica di Carlo Ancelotti. Non si può parlare del Milan di Carlo Ancelotti senza parlare di Andrea Pirlo

Scelte anche personali

La scelta di nomi da inserire nel libro “Milan nel cuore. I campioni rossoneri” ha a che fare anche con motivazioni personali. Ci sono giocatori nel libro la cui presenza è giustificata dall’aver saputo coniugare nella loro carriera talento, capacità, storie personali, importanza avuta nella storia del Milan. Penso ad esempio a Romeo Benetti ed alla sua storia molto particolare. Ci sono poi campioni che hanno scritto pagine indimenticabili della storia del Milan che, paradossalmente, per motivi diversi sono stati dimenticati o addirittura rinnegati

Successi ed empatia. Un rapporto difficile

Filippo Inzaghi, per esempio. Sicuramente importante nella Juventus, ha scritto pagine importanti della storia del Milan. Una di queste, la finale di Champions League contro il Liverpool nel 2007. Fu assolutamente determinante. Ha però pagato la scarsa empatia con il mondo del calcio che lo ha sempre considerato un personaggio antipatico per il suo modo di giocare polemico e sempre al limite. I meriti sono comunque indiscutibili. C’è poi Alessandro Nesta, giocatore elegante e dalla classe sopraffina ed, allo stesso tempo, schivo e poco incline al protagonismo fuori dal campo di gioco. Non ha scaldato i cuori dei tifosi come invece ha fatto Franco Baresi. Dulcis in fundo, Paolo Maldini. Dopo anni di assoluta devozione alla maglia rossonera, è stato fischiato, nel giorno dell’addio, dalla sua stessa tifoseria. Meriti ed empatia non sempre vanno a braccetto

Non solo campioni dai grandi successi

Ci sono giocatori che mi hanno impressionato per il loro modo di giocare, come Aldo Maldera che i tifosi meno giovani ricorderanno. E giocatori come Egidio Calloni, lo sciagurato Egidio come era apostrofato all’epoca dai tifosi, che ho inserito non per meriti sportivi ma per la straordinaria carica d’ironia. Egidio Calloni a suo modo è stato personaggio entrando, nonostante tutto, nei ricordi dei tifosi milanisti ed appassionati di calcio. Non potevano mancare campioni dal forte impatto mediatico. Tra tutti Ruud Gullit e Marco Van Basten

Carlo Ancelotti e l’ultimo grande ciclo del Milan

Il calcio è fatto di cicli. L’ultimo per il Milan è stato quello di Carlo Ancelotti. Tutto quanto si poteva vincere, quel Milan l’ha vinto. Dava sempre e comunque l’impressione di poter vincere e raggiungere qualsiasi traguardo. I suoi giocatori, Andrea Pirlo su tutti, ne sono stati gli interpreti perfetti. Un gruppo che esprimeva talento, capacità, resilienza. La forza di risorgere in momenti difficili. Basta pensare alla semifinale di Champions League 2007, Milan-Manchester United 3-0. Partita perfetta, memorabile. Da inserire tra le fondamentali della storia del calcio”

Dagli esordi ad Ancelotti qualcuno ha lasciato il segno

“Non si può prescindere da Herbert Kilpin, il suo fondatore. Parlare degli anni ’50 significa parlare di Nils Liedholm e del tridente Gre-No-Li. Con Gunnar Gren e Gunnar Nordhal, compagni nel Milan e nella nazionale svedese, ne fu assoluto protagonista. A loro sono legati tutti i grandi successi di quegli anni. Il decennio successivo è dominato dall’astro luminosissimo di Gianni Rivera. Sarà il collante delle vicende del Milan a cavallo di tre decadi dalla fine degli anni ’60 alla fine degli anni’80, prima dell’arrivo di Arrigo Sacchi al quale su deve l’invenzione calcistica di Alessandro Costacurta. Paolo Maldini è il campione che traghetta il Milan dalla gestione Sacchi alla gestione Ancelotti che segna l‘ultimo grande periodo di storia rossonera. Con Andrea Pirlo ad esprimere il meglio di quella squadra

Racconto appassionato. Oltre ogni contrapposizione.

“Provengo da una famiglia dai diversi colori calcistici. Ho quindi imparato a valorizzare i meriti dei giocatori al di là dei colori delle maglie. Non vivo di contrapposizioni. Preferisco la bellezza delle gesta, atletiche e sportive. Con questo libro ho pensato di fare un regalo ai tifosi del Milan ed agli amanti della storia del calcio, indipendentemente ed al di là della loro passione calcistica. Mi ha molto gratificato il giudizio di un giovane lettore che è rimasto affascinato dal racconto e sorpreso dal fatto che non fossi tifoso del Milan. Non avrei mai pensato – mi ha detto – che una storia così avvincente potesse essere scritta da una persona che non fosse tifoso del Milan. Segno evidente che sono riuscito a raccontare con appassionata obiettività, oltre qualsiasi fede calcistica. Era quello che volevo

Francesco A. Bellini
elcipe21@gmail.com

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