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Thomas Cup 2018

Thomas Cup 2018, Milan-Inter in finale. Vince la solidarietà

Grande affluenza di pubblico domenica scorsa allo Stadio Comunale di Paullo in occasione della Thomas Cup 2018. La manifestazione, organizzata e promossa da Una Onlus, è divenuta negli anni un appuntamento dal forte impatto mediatico che coinvolge importanti realtà dello sport milanese, e non solo. Seguita da altrettanto importanti operatori della comunicazione come Mediaset, Sky e Gazzetta dello Sport. Non è poi mai mancato, negli anni, il sostegno di chi con il mondo sportivo e nel mondo sportivo opera costantemente, come Mapei. E, naturalmente, degli sportivi stessi. Da  Giuseppe Bergomi a Rino Gattuso, da D’Ambrosio a Christian Abbiati, per citarne alcuni. Abbiamo incontrato Raffaele Gerbi, presidente dell’associazione, che ci ha spiegato la nascita e l’evoluzione del loro impegno nel mondo della solidarietà con Associazione Una Onlus e del connubio con il mondo dello sport che portano avanti con il progetto Thomas Cup.

Quando e come nasce Associazione Una Onlus?

UNA Onlus, il logo

R.G. “L’associazione nasce nel 2010. A seguito della scomparsa, l ‘anno precedente, di mio figlio Thomas che ci è stato portato via da una gravissima malattia, il neuroblastoma. Il gruppo dei fondatori si era costituito tra il  2007 ed il 2009  da genitori che avevano frequentato reparto ospedaliero ed ambulatorio tra esami, visite, cure. Mia moglie ed io eravamo già attivi nel campo della solidarietà. Con una attenzione privilegiata verso il mondo dell’infanzia. L’esito drammatico della vicenda di Thomas ci ha data la spinta finale per intraprendere questo percorso. E la convinzione che fosse giusto farlo

Quanti siete oggi nell’associazione e come operate?

R.G. “Ad oggi siamo circa un centinaio di iscritti tra soci fondatori, amici e sostenitori vari. Non siamo molti ma siamo ben radicati sul territorio grazie al network di relazioni personali e professionali che ci consentono di avere la solidarietà di molti tra privati ed operatori economici. La nostra attività si basa esclusivamente sul volontariato. Quanto riusciamo a raccogliere con le nostre iniziative lo destiniamo sempre e solo ai bambini affetti da disturbi oncologici ed alla ricerca scientifica. Iniziative che, da sportivo praticante, ho intrapreso in collaborazione  con molteplici realtà dello sport professionistico italiano. Con grande soddisfazione, vista la partecipazione e condivisione da parte delle società sportive contattate e di personaggi sportivi di caratura nazionale”

Nasce così la Thomas Cup, manifestazione calcistica in ricordo di tuo figlio Thomas

R.G. “L’idea di organizzare un torneo calcistico con bambini della leva di mio figlio Thomas

Milan finalista alla Thomas Cup 2018

mi è venuta dai miei trascorsi calcistici e dalle mie conoscenze nel settore. Siamo partiti nel 2016 con un quadrangolare al quale hanno partecipato le squadre giovanili di Inter, Atalanta, Sassuolo e Paullese, la società ospitante della manifestazione. L’anno successivo abbiamo coinvolto Juventus e Cremonese. Da quest’anno il Renate ed il Milan che inizialmente avevamo pensato di non contattare per evitare rivalità in un contesto che doveva portare unicamente sorriso e speranza. L’interesse e la condivisione al progetto da parte del Milan ci ha fatto ricredere”

Thomas Cup, bambini protagonisti in campo

R.G. “Sono otto squadre partecipanti divise in due gironi da quattro. Tutto si svolge nell’arco della stessa giornata dalla mattina al tardo pomeriggio. Abbiamo strutturato il torneo in modo che tutte le squadre disputino una finale. Tutti sono premiati per il raggiungimento del risultato, fosse anche l’ottavo ed ultimo posto. A conclusione delle rispettive finali infatti consegniamo ai giocatori cappellini e magliette generosamente messe a disposizione dai nostri sponsor. Un premio alla loro sensibilità verso il nostro progetto. E regalare un sorriso, al di là dell’impegno agonistico comunque sentito

Risposta positiva da parte di tutti i bambini, ospiti ed ospitanti

R.G. “Straordinaria. I bambini della Paullese, innanzitutto, dove Thomas avrebbe potuto giocare se ne avesse avuto la fortuna. In tutte le edizioni della manifestazione hanno disputato le partite con il nome di Thomas stampato sulle maglie. Segno di una condivisione totale agli obiettivi di solidarietà che ci siamo proposti. Anche quest’anno hanno partecipato attivamente, non solo in campo. Già dalle prime ore del mattino di domenica, giornata della manifestazione, erano con noi ad aiutarci per i preparativi. Gli allenatori delle squadre ospitate hanno dato il loro prezioso contributo sensibilizzando i loro giocatori. Bellissimo vedere, nella passata edizione, i giocatori del Sassuolo consegnare spontaneamente i cappellini, loro regalati a conclusione della rispettiva finale, al bambino su sedia a rotelle che assisteva alle partite a fondo campo

Pubblico molto eterogeneo, medesima partecipazione

R.G. “Spettatori sempre in crescita, anche quest’anno. Non sono solo i genitori dei bambini che partecipano al torneo. Anche persone sensibili al tema della solidarietà e tutti coloro che sostengono l’Associazione Una Onlus. Arrivano anche da fuori regione. Non mancano poi sportivi di caratura nazionale ed internazionale che, compatibilmente con i rispettivi impegni, sostengono il progetto, anche con la loro presenza alla manifestazione. A vedere le partite anche i pazienti del reparto di oncologia pediatrica dell’Istituto dei Tumori di Milano con il quale abbiamo avviato un progetto di ricerca per i prossimi tre anni sul tema del neuroblastoma, la malattia che ci ha portato via Thomas. Per parlare del progetto è intervenuto  alla presentazione di Thomas Cup 2018 un medico del reparto ospedaliero”

Progetti importanti, in Italia e fuori dai confini nazionali

R.G. “Nella zona siamo molto conosciuti. La collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano inevitabilmente produce una risonanza che va oltre l’ambito regionale nel quale ci muoviamo. Riceviamo l’entusiasmo delle famiglie dei bambini ricoverati. Da ogni parte d’Italia. E la condivisione al progetto da parte di molteplici e variegate realtà del mondo sportivo professionistico italiano. Stiamo pensando ad organizzarlo sull’arco di due giornate ospitando le squadre invitate. Ed estenderlo fuori regione, oltre i confini lombardi. L’intento è quelli di avere giocatori dell’età corrispondente, anno dopo anno, a quella che avrebbe avuto Thomas. Arriveremo però al momento nel quale sarà difficile avere adesioni per via delle presenza di giovani giocatori nelle prime squadre. Sarà l’occasione per estendere il progetto a squadre di altre nazioni

Prezioso supporto delle squadre milanesi

R.G. “Inter soprattutto. Da sempre un supporto straordinario. Un suo reparto da anni si dedica attivamente all’impegno sociale. Senza dimenticare il Milan che ci ha consentito in passato di portare i bambini dell’Istituto a vedere i loro allenamenti. E la Pallacanestro Olimpia  Milano che ha aperto l’accesso al playground ai bambini nella fase di pre-riscaldamento dei giocatori, fase della gara alla quale hanno potuto assistere sotto canestro”

Calcio, basket, ciclismo, triathlon. Progetti futuri?

R.G. “Ci piacerebbe collaborare con altre realtà sportive professionistiche, in altri ambiti oltre quelli dove siamo già attivi. Richieste ne abbiamo ricevute ma al momento la nostra struttura non ci consente di poter dare loro seguito. Rischieremmo di non poter garantire una adeguata riuscita delle iniziative. Con nostro profondo rammarico. Speriamo di poterlo fare a breve. La nostra disponibilità verso nuovi progetti è sempre fortissima. Con i bambini oggetto della nostra attenzione e del nostro impegno. In memoria di Thomas Gerbi” 

Per dovere di cronaca, Milan ed Inter si sono contesi in finale la Thomas Cup 2018. Dopo i due preceenti successi dell’Atalanta, quest’anno è toccato al Milan vittorioso sull’Inter 1-0 Ma a vincere domenica è stata soprattutto la solidarietà.

 

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