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Inferno Run

Inferno City a Milano, terza tappa del Campionato OCR

Un autentica bolgia all’Idroscalo di Segrate. Inferno City, la due giorni dedicata all’OCR (Obstacle Course Race) che si è svolta il 5 e 6 maggio scorso, ha visto protagoniste oltre 1200 persone. Impegnate in una diabolica corsa lungo un  tracciato di 9 Km disseminato di ostacoli naturali dai nomi di ispirazione dantesca. Come Caronte, Lucifero, Conte Ugolino. Corde da risalire, assi di equilibrio da percorrere, pneumatici da ribaltare, pesi da trasportare, muri da scavalcare, pozze di fango da attraversare. Con l’inevitabile tuffo nell’Idroscalo da risalire a nuoto. In quella che è stata la prima edizione milanese della storica Obstacle Course Race. E terza tappa del Campionato Italiano OCR. Gli atleti meglio classificati nel corso della manifestazione parteciperanno, dal 29 giugno al 1 luglio, ai Campionati europei in Danimarca e, dal 19 al 21 ottobre, ai Campionati Mondiali a Londra. Trai i partecipanti a Inferno City gli ex calciatori Paolo Di Canio e Cristian Chivu. Presente l’ex portiere della Nazionale di calcio, Giovanni Galli.

Una sfida vinta

Straordinaria partecipazione, molto entusiasmo, tante soddisfazioni e positive sorprese. Per chi ha partecipato e per chi ha organizzato. Tutto questo è stata Inferno City, terza tappa del Campionato OCR (Obstacle Course Race) che quest’anno si è svolta all’Idroscalo di Segrate. Una sfida vinta, in considerazione del fatto che si trattava della prima volta a Milano. Un successo reso ancora più eclatante dall’incredibile adesione alla manifestazione di una disciplina sportiva che fino al 2014 era assolutamente sconosciuta in Italia. E che oggi vede coinvolte sia persone comuni che protagonisti del mondo sportivo professionistico.

Tutti coinvolti, senza alcuna differenza

Dai bambini agli adulti, dalle persone comuni agli atleti professionisti, dai normodotati ai portatori di handicap.Tutti insieme appassionatamente. Accomunati da una uguale ed incommensurata voglia di divertimento. Per riscoprire se stessi e superare le proprie paure. In apertura della giornata di domenica scorsa Inferno Kids, la gara che ha visto protagonisti giovanissimi mudder dai 4 ai 12 anni. Sempre supportati dagli atleti del Team Inferno e del  team del Campionato Italiano, si sono scatenati tra muri di legno, assi di equilibrio, corde, elastici, salti. Tra di loro anche i figli dei giocatori dell’Inter, del presente e del recente passato, Cristian Chivu e Borja Valero. A seguire, la Short Course. Aperta, per la prima volta in Italia, a ragazzi dai 13 ai 17 anni che si sono sfidati lungo un percorso di 3 km e 18 ostacoli.  Per ottenere l’accesso ai Campionati Mondiali OCR che si svolgeranno, dal 19 al 21 ottobre,  a Londra. In apertura della manifestazione, Standard Course.In duplice versione,competitiva nella giornata di domenica 20 maggio e non competitiva nella giornata di sabato 9 maggio. Quella competitiva ha visto sfilare, tra i partecipanti, anche Paolo Di Canio. L’ex giocatore di Lazio e Milan a fine corsa si è dichiarato particolarmente soddisfatto. “All’ Idroscalo di Milano abbiamo letteralmente cavalcato le fiamme dell’Inferno – ha dichiarato Paolo Di Canio – Bellissimo percorso ed esperienza unica. Caratterizzata da ostacoli impegnativi che hanno messo alla prova forza, velocità, resistenza, equilibrio”

OCR Series, seconda diabolica tappa

Inferno City, così denominata perché svoltasi in ambito cittadino, è stata la seconda tappa della prima OCR Series Italiana. Series che decreterà con un’unica classifica i migliori indiavolati. Il “girone” infernale è partito lo scorso 18 marzo con Inferno Snow. Sulla neve, in Piemonte. Dopo la tappa milanese, la diabolica OCR farà ritorno per il gran finale il 13 e 14 ottobre nella sua terra d’origine. A Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Per la tradizionale Inferno Mud. Tra fango e sorrisi. Con  vigneti, boschi di campagna e colline a fare da sfondo alla manifestazione. Sempre con Standard Course, Short Course e Inferno Kids.

Nel 2014 la prima manifestazione, da allora un successo continuo

Inferno Run, un’idea nata nel 2012 dalla volontà di quattro amici fiorentini di portare in Italia una disciplina che all’estero conta già molti appassionati. E realizzata due anni dopo. “Abbiamo iniziato – ci dice Mauro Leoni presidente dell’Associazione OCR – a praticare questa particolare corsa nel 2012. E ci siamo appassionati. Così tanto, da volerla portare in Italia. Siamo partiti da Firenze, dove viviamo. Nel maggio 2014 nasce Inferno Mud. Pensavamo ad una cosa piccola, con un massimo di 300 partecipanti. Invece si sono iscritte mille persone. Non eravamo preparati ad una adesione così forte. Per nessuno di noi è un lavoro. Da allora è stata un’escalation di successi. Ne è nato un movimento sportivo che ad oggi conta più di 40.000 aderenti. Numeri che testimoniano una crescita costante. Nonostante la disciplina non sia ancora oggetto di attenzione dei mezzi mediatici”

Viaggio indiavolato, metafora della vita

Le primissime manifestazioni di questa disciplina risalgono ai primi anni’90. A dare un deciso impulso alla sua diffusione, in Europa e nel mondo, Inghilterra e Stati Uniti. Dal punto di vista organizzativo la prima, da quello commerciale i secondi. Spartan Race e Tough Mudder sono le manifestazioni che negli Stati Uniti richiamano, ormai da anni, migliaia di appassionati provenienti da tutto il mondo. Corse molto dure, irte di ostacoli. Come irto di ostacoli è il percorso quotidiano delle persone. “Il nome Inferno prosegue Mauro Leoni – vuole ricordare la metafora della vita. Dove non conta arrivare in fondo. Importa il viaggio, aiutarsi negli ostacoli che si incontrano durante il percorso. Dare una mano ad uno sconosciuto lungo un muro di 2/3 mt da molta più soddisfazione che arrivare qualche minuto prima al traguardo. Per noi la Inferno Run nasce non agonistica. Con un taglio molto goliardico, nel più puro spirito toscano

Ostacoli da superare, per non essere più gli stessi

Tuffarsi nell’Idroscalo da un ponte, rotolarsi nel fango, superare muri che potrebbero essere tranquillamente aggirati, strisciare sotto il filo spinato – sottolinea Mauro Leoni – non sono certo cose da tutti i giorni. Chi si cimenta in questa prova compie qualcosa al di fuori dell’ordinario. Per riscoprire se stesso, a contatto della natura e dei propri istinti. Per superare le proprie paure ed i propri limiti, lontano dal divano di casa. Ed allontanare il rischio di rimanere schiavi della quotidianità. Chi partecipa alla nostra corsa ne esce rafforzato, con più fiducia in se stesso. Molti, dopo la gara, ci scrivono per dirci di aver fatto qualcosa che non pensavano di poter fare. Persino un campione come Cristian Chivu ha detto di aver fatto una delle cose più belle della sua vita. Incredibile per uno che ha vinto il Triplete. Chi attraversa l’Inferno, dopo, non è più lo stesso

Inferno City, l’esempio viene dai portatori di handicap

Rilevante la presenza dei portatori di handicap ad Inferno City. Una presenza che è anche il ritratto dell’impegno dell’organizzazione verso la solidarietà. Ogni anno sostiene una onlus diversa. Ognuna di esse è impegnata a sostegno dei giovani e dell’infanzia. Ed ai quali riserva una parte del ricavato della manifestazione. Quest’anno è stato il turno della Fondazione Niccolò Galli che opera per aiutare ragazzi vittime di incendi stradali. Persone che si trovano ad affrontare un vero e proprio inferno. “Dal 2015 alle nostre garerimarca Mauro Leonipartecipano anche i ragazzi portatori di handicap. Sono l’espressione esatta del nostro approccio e della metafora della vita che è alla base del nostro messaggio. Nel loro percorso di vita si sono trovati ad affrontare un ostacolo spesso imprevisto. Con determinazione e volontà lo hanno affrontato e sconfitto. Un fedelissimo di Inferno è proprio Andrea Pacini che, nelle precedenti edizioni, ha attraversato Inferno sulla sedia a rotelle con il supporto degli amici dell’Associazione Spingi La Vita. Un bellissimo esempio, per tutti

 

 

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