Bydgoszcz 19 al 24 luglio2016 Campionati Mondiali Juniores di Bydgoszcz , in Polonia - Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

La notte magica di SuperPippo. Era l’uomo più atteso e non ha deluso le aspettative: Filippo Tortu ha chiuso terzo i 100 metri al Golden Gala di Roma, a soli tre centesimi da quel record di Pietro Mennea che sembra sempre più alla sua portata. Il milanese si è piazzato dietro a Baker (9.93) e Vicaut (10.02): il primo, che ha eguagliato il suo personale, ha battuto per la seconda volta consecutiva Christian Coleman, ma di certo questo non ha tolto neanche un po’ della luce in cui Filippo Tortu si è infilato. L’azzurro è straordinario, insegue in partenza ma recupera e sorpassa.

Filippo Tortu è un campione

Il crono è 10.04, a un centesimo dal suo 10.03 di Savona di dieci giorni fa, ottenuto in condizioni fantastiche. Non è il record cui in tanti aspiravano assistere, ma SuperPippo ci va sotto audace di tre centesimi e con vento contrario, e soprattutto è un gran terzo posto, mai ottenuto da uno sprinter italiano in Diamond League. Davanti, giusto ribadirlo ancora una volta, ad un certo Christian Coleman ma anche a gente come Simbine, Rodgers, Young, Guliyev: “Ho fatto una grande rimonta”. Le prime parole del quasi ventenne azzurro sembrano quasi ridimensionare la sua prova, salvo poi proseguire: “La partenza secondo me era abbastanza buona, magari sembra una schifezza perché di fianco avevo quei mostri lì. Poi non so spiegare, vedevo Baker e gli altri davanti, mi sono un po’ scomposto e ho lasciato qualcosa in pista. Però mi ritengo soddisfatto al 99.9%”. Manca una quisquilia per la perfezione, ma intanto è stato battuto Coleman: “E fa un effetto assurdo – prosegue ancora Filippo Tortului sarà il prossimo campione del mondo ed essergli arrivato davanti è un grande risultato”.

Da Savona a Roma, un’ascesa unica

Rispetto al 10.03 di Savona? “Quella pista regala ottime prestazioni ma il pubblico dell’Olimpico mi ha dato sicuramente una spinta in più, quindi ho corso in pari condizioni”. Rimane, ora, un ostacolo ben più grande da superare, il muro dei dieci secondi:Ne parlerò solo quando l’avrò fatto – taglia corto Tortu, che di base si allena a Carate Brianza – penso a Berlino, al Mondiale, per concentrarmi sui 100, ma non dimentichiamoci della staffetta”. Arrivati a questo punto, però, non possiamo più nasconderci: tutto vero, Filippo Tortu è un vero campione e può riscrivere la storia dell’atletica italiana. Al primo grande appuntamento, il Golden Gala di Roma per l’appunto, non ha sbagliato. Certo, il record di Pietro Mennea è ancora lì, ma non sembra più così intatto da possibili, futuri, nuovi attacchi: “Piano con le esultanze”, si limita a dire l’azzurro.

Degno erede di Pietro Mennea

Nessuno esulta, però qualcosa è cambiato nel circolo azzurro: si ha la consapevolezza che qualcosa è successo e lo si percepisce subito quando viene annunciato dallo speaker il suo nome: boato del pubblico. Che già lo ama, prima ancora di aver dimostrato che cosa sa fare. Perché il bello arriva proprio adesso e la domanda è giusto porsela: Tortu vale Mennea? I numeri sono dalla sua parte: 10”09, 10”03”, 10”04. Progressione inarrestabile in otto giorni; rimane ancora il 10”01 del suo illustre precedessore, ma in molti se lo sono dimenticato: mai come in questi giorni il nome di questo ragazzo (che non ha ancora vent’anni) viene accostato a quello del più grande velocista italiano di tutti i tempi. Giusto così? Forse. Sicuramente l’appuntamento con il record è solo rimandato.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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