Home / Interviste / La mia vita con l’auto, passione irrefrenabile. Fino ad averne possedute 130, parola di Francesco Spena
Francesco Spena su MGB - archivio Spena

La mia vita con l’auto, passione irrefrenabile. Fino ad averne possedute 130, parola di Francesco Spena

Frenetico possessore di auto. Ininterrottamente, dal 1966. Fino ad averne possedute, ad oggi, ben 130. Di tutti i tipi, a partire dalla mitica Fiat 500. Delle quali ne ho avute dieci. Poi altre Fiat, Renault, Jaguar, Lamborghini. E si potrebbe andare avanti all’infinito. Le teneva solitamente qualche mese, senza affezionarvisi più di tanto. Giusto per il piacere di averle, personalizzarle e rivenderle. Una passione passata velocemente dalla strada alle piste da corsa. Tantissime le manifestazioni alle quali ha partecipato, da appassionato. Un centinaio, tra gare e raduni. Oltre alle presentazioni ufficiali alla stampa, nella sua veste professionale, di tanti nuovi modelli. Nella sua vita, professionale e privata, Francesco Spena di sfizi se ne è tolti tanti. A dispetto di una malformazione genetica che lo avrebbe costretto a rinunciare definitivamente alle gare. Per tanti anni dirigente di importanti case automobilistiche, ha un unico desiderio. Concludere la sua vita professionale in una concessionaria d’auto. Là dove tutto è cominciato.

Francesco Spena e l’auto, una passione che lo accompagna sin dall’infanzia

Una passione che mi trascino sin da bambino. Da quando, in Via Canonica, disegnavo sul marciapiede piste di formula uno con il gesso. E collezionavo i modellini di auto dell’epoca, oggi introvabili, come le Lotus, le Brabham, le Maserati, le Alfa Romeo. E le immancabili Ferrari. Intanto, mio padre vinceva a Rapallo il primo Premio alla Corsa dei Fiori alla guida di una Fiat Topolino completamente ricoperta di rose bianche. Anche lui amava le auto, ma purtroppo è mancato giovanissimo proprio a causa di un incidente, durante un viaggio di lavoro in Francia

1950 – 1965 Lutto familiare, una nuova famiglia per Francesco

Ho perso il mio papà naturale che avevo solo due anni. Sono praticamente cresciuto con i nonni a Broni, non ho più visto mia mamma. Per molto tempo. Fino a quando, senza preavviso, ricomparve nel mezzo di una notte del mese di dicembre. Era il 1961. Non era sola. L’accompagnava un uomo, il suo nuovo compagno. E futuro mio secondo “papà”. Non era una persona come tante. Era nientemeno che Vitaliano Schiavoni, l’impresario mondiale di Frank Sinatra. E di tanti altri artisti, nazionali e non. Ci ricongiungemmo in occasione delle festività natalizie e formammo una nuova famiglia. Furono anni di profonda agiatezza. Intorno a me belle macchine, del quale il mio nuovo papà er aprofondo estimatore. Maserati, Cadillac e Studbaker, su tutte. 

Dama Bianca a Casa Spena – archivio Spena

In tasca avevo sempre  i soldi sufficienti  per potermi comprare tutti i modellini di auto che volevo. Prendemmo la gestione delle terme di Salice per rinnovarle ex novo. Con la possibilità di realizzare serate con artisti  del calibro di Johnny Holiday, Milva, Vanoni, Johnny Dorelli. Erano anni nei quali la nostra casa era abitualmente frequentata da Faustino Coppi e di Giulia Occhini, la famosa Dama Bianca. Un periodo bellissimo

1965 Ritorno a Milano, si riparte

Vitaliano Schiavoni, però, di famiglia ne aveva già avuta una. Un matrimonio, dal quale aveva avuto dei figli. Alla sua morte, ci toccò fare le valigie e tornare a Milano. Non eravamo gli eredi legittimi, non avevamo diritti sull’eredità. I figli, magicamente riapparsi, si appropriarono dell’intero patrimonio. Lasciandoci le briciole, in proporzione  all’enorme patrimonio di Elio Schiavoni. Ero nuovamente senza un papà

1967 arrivo in Fiat, le prime soddisfazioni professionali, i primi acquisti, le prime gare

archivio Spena

Tornammo a Milano comunque con una cifra importante che ci permise di ricominciare. Conclusi gli studi, ebbi la fortuna di trovare subito il mio primo lavoro. Un incarico amministrativo presso una storica Concessionaria Fiat di Milano, la Cattaneo srl. Sarei a breve diventato assistente personale dei titolari . Ruolo che ricoprii per diversi anni. Il mio futuro all’interno della concessionaria non prevedeva però ulteriori sbocchi. Nonostante ciò, in quegli anni,  mi tolsi le prime soddisfazioni. Acquistai le prime macchine. Le mitiche Fiat 500. In totale dieci, di tutti i colori. Alcune doppie. Iniziai anche a correre in Autocross, preparando alcune macchine. Nel 1973 contribuii con amici alla realizzazione, sul terreno di una vecchia cava, della pista di Droppello Cairoli, in provincia di Pavia. Dedicata alle  gare di autocross e rallycrossLa mia passione per le auto non conosceva sosta. Vennero altri modelli Fiat. Dalle Fiat 126 e Fiat 127, per proseguire con la Fiat 128 Rally, la Mini Cooper, la Fiat 124 Coupè, la Fiat 124 Abarth Rally, la Fiat 131 Racing, la Fiat 124 Spyder. Della Fiat Panda ho avuto tutti i modelli”

1975 Salta la partecipazione alla Quattro Regioni, dramma sfiorato

Fiat 124 Abarth – archivio Spena

Era il 1975. Dovevo correre la Quattro Regioni. Alla guida di una Fiat 124 Abarth Rally. Auto che ho sempre molto apprezzato. Tanto da possederne tre. Fui bloccato da un imprevisto. Durante le prove, a bordo di una Autobianchi A112 nera preparata, cominciai ad avvertire difficoltà a tenere le mani sul volante. Mi recai in ospedale per un controllo. Avevo in corso un’emorragia. Non me ne ero neanche accorto. Ne me ne sarei mai potuto accorgere. Causa le pastiglie che i piloti di rally utilizzano per limitare gli stimoli fisiologici. Avevo avuto due ulcere senza aver avvertito alcun dolore. Incredibile. Venni operato, mi fu asportato un pezzo di stomaco. Ridimensionai necessariamente la mia partecipazione alle gare. Piano piano ritornai alla normalità, con non poche difficoltà

1974 – 1976 Gli anni in Peugeot, la licenza di pilota internazionale

Dopo diversi anni passati in Fiat, venni contattato dalla filiale italiana della Peugeot, per ricoprire un incarico di responsabilità nella nuova filiale milanese. Chiamato da un precedente collega della Fiat, a suo tempo passato in Peugeot. Anche questa fu un ulteriore occasione per aumentare il numero delle auto possedute. Vennero le Peugeot 104 Coupè, le Peugeot 204, le Peugeot 304, le Peugeot 504. In questo periodo presi la licenza nazionale/internazionale di pilota con lo pseudonimo “Rockfeller. La mia famiglia, dopo quello che era successo a papà, era contraria al fatto che partecipassi alle gare di rally”

1976-85 L’esperienza in Mercedes, collaudatore di auto e fuoristrada

Dopo l’esperienza in Peugeot, Mercedes Benz Italia, che allora si  chiamava Autostar Spa,  mi contattò perché assumessi l‘incarico di responsabile amministrativo e del personale all’interno della nuova filiale. In affiancamento al Direttore Generale in qualità di procuratore. Fu una  nuova

Renault Turbo preparata – archivio Spena

occasione per alimentare la mia passione partecipando alle manifestazioni di prova delle nuove auto e fuoristrada per i quali feci un corso dedicato con i responsabili della fabbrica. In questo periodo mi permisi, fra le altre, una Renault 5 Turbo motore posteriore, Fiat 124 Spyder Europa, Giulietta Quadrifoglio OroE una Fiat 124 Spyder primo tipo, restaurata dalla stessa Mercedes 

1985-1988 Restauro e vendite di auto storiche, Francesco Spena fiuta il business

Lasciai l’incarico alla Mercedes per occuparmi direttamente di restauro e vendita di auto d’epoca, soprattutto inglesi. Creai quindi una mia società, la Francesco Spena Automobili. Approfittai di un momento favorevole nel corso del quale quelle auto andavano tantissimo. E di un mercato tutto da scoprireLe compravo e le mettevo a posto. Per rivenderle ad appassionati ed amatori. Ovviamente in

Francesco Spena alla Coppa Italia -archivio Spena

quegli anni partecipai a tutte le manifestazioni del settore. Correvo solo con auto inglesi. Mi permisi ancora una volta di avere diverse auto. MGB, Jaguar, Daimler Dart 250. Con quest’ultima partecipai, nel 1985, alla II° Coppa d’Italia,  gara per auto d’epoca a carattere internazionaleUn’esperienza fantastica che avrei ripetuto qualche mese dopo alla Coppa delle Alpi, a Bolzano. Alla guida di una Triumph TR4

1989- 1990 ritorno in Fiat, Francesco Spena miglior concessionario Fiat dell’anno

Dopo questa parentesi, ritornai nel settore quale Direttore Commerciale di una Concessionaria Iveco di Biella. Proprietaria anche di alcune concessionarie auto. Anche in questa occasione feci una scorpacciataMini e Lancia Thema su tutte. Partecipai anche, sul circuito di Jerez de la Frontera in Spagna, ad una gara di veicoli commerciali alla guida di un Iveco Daily allestito Ambulanza. Nel 1989 feci ritorno a Milano, chiamato da una concessionaria Fiat/Iveco, ancora esistente. Ceriani Group di Parabiago, appunto. Con la qualifica di Direttore Generale. Incarico che mi fece guadagnare, nel 1990, il premio quale migliore Concessionario Fiat. Ero all’apice della carriera

Crisi del mercato, Francesco Spena tenta il rilancio

L’improvviso calo del mercato dell’auto mi fece tornare con i piedi per terra. Le vendite erano diminuite drasticamenteCi facevamo la guerra gli uni con gli altri. Proseguivo la mia attività sempre come Direttore Generale di Concessionarie Fiat. Andai a Sesto San Giovanni, nella filiale che la Fiat voleva rilanciare. La gestione da parte dei titolari fu poco trasparente , il progetto fallì. Conclusa l’esperienza di Sesto rimasi, invano, in attesa di nuova collocazione. Gli anni erano cambiati. Il mercato dell’auto non era più lo stesso

1994 Nuovo ostacolo da superare, stop alle gare

Dopo aver atteso invano per un anno una adeguata ricollocazione, individuai nuove opportunità nel settore della consulenza. Divenni Capo Distretto Italia di una delle più importanti

Francesco Spena – archivio Spena

società di consulenza americane. Gratificante ma molto stressante. Viaggiavo da un capo all’altro dell’Italia. Non avevo più tempo per dedicarmi alla mia passione. Ad un certo punto, cominciai ad accusare uno strano, costante  affaticamento. Mi venne naturale imputarlo ai ritmi stressanti ai quali ero sottoposto dal lavoro. Nel frattempo mi ero avvicinato anche al volontariato. Mi recai dal medico di base per il certificato medico. Giusto per scrupolo mi fece fare dei controlli. Fortunatamente. Non era stress, si trattava di scompenso cardiacoEra partita una valvola cardiaca, difetto che avevo sin dalla nascita. E del quale non si era mai accorto nessuno. Nuova operazione, nuovo stop alle gare. Con una riabilitazione molto lunga e faticosa, tanto da costringermi a chiudere definitivamente con le gare. Oggi le gare sono per me solo un bel ricordo. Non posso più correre rischi

Tante soddisfazioni, nessun rimpianto

Ad oggi ho superato ampiamente le 100 auto personali possedute. Auto di tuttt i i tipi e di tutti i modelli. Senza contare le auto aziendali, che ho avuto. Auto che tenevo per un breve periodo. Giusto il tempo necessario perchè l’azienda me la cambiasse. Una passione trasferita presto dalla strada alle piste da corsa. Autocross, per cominciare. Poi rallycross, rally, gare storiche, regolarità storica, internazionale storica. Senza contare le varie manifestazioni e raduni vari. Un’attività ininterrotta dal 1967. Per un totale di 100 manifestazioni circa. Ed una instancabile ed irrefrenabile frenesia nel cercare di accaparrarmi qualsiasi modello stimolasse i miei desideri. Ci sono stati momenti nella mia vita nei 

Lamborghini Miura – archivio Spena

quali sono arrivato ad avere anche sei-sette macchine contemporaneamente. Ricordo che quando lavoravo in Fiat comprai una Fiat 124 Coupè 1400 bianco. Al mattino. Per poi cambiarla  con una Fiat 1600 rossa, arrivata nel pomeriggio. Fu la stessa compagnia assicurativa a disdettare la mia polizza. Non aveva il tempo di gestire il cambio targa in tempicosì rapidi. Troppo, anche per loro. Mi sono permesso comunque il lusso di scegliere, sempre. Anche quando preferii una Lamborghini ad una Ferrari

Nessun rammarico, solo una macchina ha rubato il cuore di Francesco Spena

C’era sempre una motivazione. Rendere ancora più bello ciò che era già bello. Le compravo, le arricchivo con i migliori accessori sul mercato e le rivendevo. Senza affezionarmi più di tanto, spesso rimettendoci anche un mucchio di soldi. Non ho nessun rimpianto. Soltanto una macchina mi ha rubato il cuore, l’Autobianchi Abarth 112. Ci parlavo, come fosse una persona. Roba da matti. Oggi compro auto perfette solo da chi già conosco. Il mio ultimo acquisto, una Ypsilon Elefantino Blu 1989. Una vettura perfettaquasi mai utilizzata dal suo precedente proprietario. Vettura che presto, dopo averla restaurata, iscriverò nel registro delle auto storiche.

Un unico desiderio, per rinsaldare il legame di una vita

Una passione trasmessa da padre in figlio. Passione che Francesco Spena ha ricevuto dai suoi due papà e che ora trasmette al figlio, .Nel segno della più pura tradizione familiare. “A questo punto della mia vita – conclude Francesco Spena –  dopo tutte le soddisfazioni mi rimane un unico desiderio. Vorrei vedere mio figlio avere le mie stesse soddisfazioni nel mondo dell’auto. E concludere il mio percorso professionale in una concessionaria d’auto. Per finire da dove tutto è cominciato” Una vita con l’auto, un legame che continua. Al di là di tutto.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

About Francesco A. Bellini

Check Also

Stoner

Stoner, casco speciale per i 16 anni con Nolan

Nel 2002 Casey Stoner esordiva nel Motomondiale e, nello stesso anno, iniziava con Nolan un’emozionante …

StoneBrixiaMan 2018, Elena Marocci alla caccia del podio

Sabato 7 luglio 2018, seconda edizione di StoneBrixiaMan. Appuntamento imperdibile per praticanti ed appassionati del …

Eravamo quasi in cielo, Gianfelice Facchetti ricorda la favola dimenticata del La Spezia Calcio

Una storia dimenticata, il campionato di calcio 1943-44. Vinto dal La Spezia Calcio, squadra dell’omonima città. …

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi