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Gianfelice Facchetti

Eravamo quasi in cielo, Gianfelice Facchetti ricorda la favola dimenticata del La Spezia Calcio

Una storia dimenticata, il campionato di calcio 1943-44. Vinto dal La Spezia Calcio, squadra dell’omonima città. Una squadra nata quasi per caso, capace di raggiungere un risultato impensabile.Tra i bombardamenti e le tante difficoltà, non solo organizzative. Una favola moderna che, nonostante ciò, non trova spazio nell’albo d’oro del campionato di calcio. Un calcio diverso da quello al quale siamo abituati, il calcio al tempo della guerra. Con le sue gioie, i suoi dolori, le sue contraddizioni. Raccontato da Gianfelice Facchetti nella piece teatrale  “Eravamo quasi in cielo. Portata in scena, per un anno, nei teatri di Milano e provincia. Di seguito l’intervista allo stesso Gianfelice Facchetti.

Eravamo quasi in cielo, la messa in scena di chi non si prende mai la scena

L’idea è nata dalla lettura di un libro su una vicenda poco conosciuta, quella del campionato di calcio 1943-44. Ne è subito scaturita la voglia di rappresentarla in teatro.

credits Stefano Barzaghi

Insieme a Marco Ciriello abbiamo iniziato a scrivere la piece teatrale e a maggio 2017 abbiamo iniziato a rappresentarla a Milano. Per proseguire in provincia e concludere, esattamente poche settimane fa, a Cassano d’Adda, paese natale di Valentino Mazzola. Un grande successo, tanti gli apprezzamenti. E le emozioni suscitateLe vicende italiane degli ultimi anni, tra terremoti e disastri vari, hanno portato via vite e sogni. Si è però riscoperto il valore di coloro che non si prendono mai la scena, che non appaiono mai in una intervista. Nonostante il loro sia un contributo straordinario. Spesso dimenticato. Sono i Vigili del Fuoco, uomini che pensano e ragionano da squadra. Il La Spezia Calcio del campionato 1943-44 ne è l’immagine

Campionato di calcio 1943-44, declassamento a campionato di guerra

Il campionato di calcio 1943-44 non appare nell’albo d’oro del campionato di calcio italiano. ” Seppure in quell’anno sia stato giocato nel Nord Italia un campionato che aveva tutte le caratteristiche di un campionato di calcio. Vinto dal La Spezia Calcio ,nonostante la guerra e le tante difficoltà incontrate per organizzarlo. Squadra un po raffazzonata, che con grande sorpresa di tutti, compresi loro stessi, portò a casa la vittoria finale. Fermo poi, venti giorni dopo, il declassamento da parte della Federazione Gioco Calcio di quel campionato a campionato di guerra. A ricordo di quello scudetto, oggi il La Spezia Calcio gioca con maglie sulle quali è stampato un ovale tricolore con una coppa stilizzata. Una storia bella, che abbiamo voluto riscoprire e proporre al nostro pubblico. Una storia che ha riscontrato il favore di tutti, appassionati di calcio e non. Perché si tratta di una storia dimenticata

Difficoltà e restrizioni, si gioca sotto i bombardamenti

Fase conclusiva della guerra, l’Italia sotto i bombardamenti degli Alleati. Il campionato inevitabilmente ristretto a poche squadre. Dopo l’8 settembre 1943, la FIGC, insieme al governo della Repubblica Sociale Italiana, decise di far nascere un campionato misto con raggruppamenti macroregionali. Con qualche restrizione. I giocatori potevano scendere in campo solo con la squadra del luogo più vicino a quello dove prestavano il servizio militare. A patto che le società proprietarie del cartellino firmassero il nulla osta. E che a fine campionato i giocatori tornassero di proprietà delle società di appartenenza. Chi non fosse stato in regola con il servizio militare aveva solo due possibilità: arruolarsi nella RSI oppure scappare e fare il partigiano. La guerra incombeva

Iscrizione a rischio per La Spezia Calcio, si trova l’escamotage

Il campionato 1943-44 ebbe un’altra particolarità. Vista l’esiguità delle squadre che potevano iscriversi vennero raccolte squadre di serie diverse. Dalla Serie A fino alla Serie C. Tra queste, il La Spezia Calcio che nell’ultimo campionato regolare 1942-43 aveva giocato in Serie B. L’inizio per la società fu duro. Rischiò di non poter fare la squadra.  E di non potersi iscrivere perché il suo presidente aveva aderito ai Comitati di Liberazione Nazionale. La situazione venne risolta dall’Ing.Gardino, dirigente della società. Fu proposto ai Vigili del Fuoco che i giocatori ne divenissero allievi volontari. Per risolvere la situazione, della squadra e della città. La Spezia era stata una delle città più bombardate e quindi avere vigili in più risultava utile. Con l’automatica agevolazione di avere il doppio passaporto, italiano e tedesco, che valeva come lasciapassare per giocare le partite. Un escamotage che sarebbe stato utilizzato anche da altre società, come il Torino Fiat e la Peleia Trieste. I loro giocatori furono iscritti come operai delle rispettive aziende

Nuova avventura, vittoria inattesa

La Spezia Calcio del campionato 1943-44 era guidato dall’allenatore-giocatore Ottavio Barbieri, due volte campione italiano con il Genoa. Venne inserito nel girone emiliano e, vittoria dopo vittoria, giunse al girone finale dove incontrò anche il Bologna. Lo sconfisse, nonostante l’invasione di campo da parte delle camicie nere che contestarono un gol in fuorigioco. L’arbitro squalificò diversi giocatori del Bologna che si rifiutò di giocare il ritorno. Il La Spezia si trovò così nel girone finale. Intanto gli Alleati avanzavano, erano già in Toscana. A Milano si giocò un triangolare con La Spezia,Venezia e Torino.Quest’ultimo in buona parte schierava giocatori che sarebbe stati poi protagonisti nel futuro Grande Torino. Tra i suoi giocatori Ossola, Gavetto,Valentino Mazzola. E Piola, avvicinatosi a casa. A sorpresa, il La Spezia pareggiò con il Venezia 1-1 e batté il Torino 2-1. II Torino a sua volta batté il Venezia. E decretò così il La Spezia Calcio campione d’Italia. Ignara peraltro del titolo conseguito. Ne venne informata a rientro a casa già avvenuto. Altri tempi, altre forme di comunicazione

Titolo conseguito, beffa perpetrata

Neanche il tempo di concludere i festeggiamenti che arrivò la notizia del declassamento da parte della Figc del campionato appena vinto a campionato di guerra. Senza iscrizione del La Spezia Calcio nell’albo d’oro del campionato di calcio italiano. Quando ripresero a giocare nel 1945, con le regole cambiate in corsa, i Vigili del Fuoco dovettero pagare per mantenere l’iscrizione. Il La Spezia tornò in Serie B. Un’autentica beffa

Anni 2000, arriva il titolo onorifico

Negli anni 2000, un giornalista riscoprì il caso. Raccolse le testimonianze dei sopravvissuti di quella squadra. Tra questi Sauro Tomà, ultimo a mancare. Spezzino e giocatore del Grande Torino. Unico sopravvissuto della tragedia di Soperga. Il risultato fu un libro,Un giorno da allarmi aerei. Sulla scia della pubblicazione, vennero presentate le domande di riconoscimento del titolo. La Federazione a questo punto riconobbe un titolo onorifico. Ma il La Spezia continua ad essere escluso dall’albo d’oro

La Spezia Calcio 1943-44, sacrificio e spirito di squadra

La vittoria del La Spezia Calcio ha un valore particolare. Non è una squadra dal nome blasonato. Anzi. E’ una piccola realtà calcistica che a fatica riesce ad iscriversi al campionato. La squadra è composta da giocatori recuperati in giro e assemblati alla meglio. Poco considerata ad inizio campionato, partita dopo partita si fa strada fino a vincere il titolo di Campione d’Italia. Esempio di sacrificio e spirito di squadra. “Lo sport come sopravvivenza, niente di più lontano dal calcio odierno. Non scampagnate. Le partite venivano giocate tra i bombardamenti, con mezzi di fortuna. E potevano durare ore. Niente allenamenti, ogni tanto una corsetta. Con la possibilità di mangiare, quando possibile, in caserma. Ma c’era la volontà di sopravvivere. Il La Spezia Calcio é un esempio da trasmettere ai giovani, agli appassionati di calcio, agli amanti di teatro. Per colmare la loro voglia di sentire raccontare storie belle, storie lontane. Storie dimenticate

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