Che festa per la 4x400 (foto Colombo/FIDAL)

La lenta rinascita dell’atletica italiana pone le sue radici in Lombardia. Dopo l’exploit di Filippo Tortu, seguito a ruota dal quasi coetaneo Marcel Jacobs, ora è tempo di trionfi d’oro nella staffetta 4 x 400 metri ai Mondiali Under 20. Non può essere un caso e ci piace immaginare che tutto questo sia merito di un movimento con radici profonde e una grande voglia di tornare a ruggire.

La rinascita dell’atletica italiana

L’ultima impresa a Tampere, in Finlandia, dove gli azzurri del dt Stefano Baldini hanno riscritto la storia: perché l’exploit di Klaudio Gjetja, Andrea Romani, Alessandro Sibilio ed Edoardo Scotti è di quelli senza precedenti, visto che l’Italia non aveva mai trionfato con una 4×100 o una 4×400 in una rassegna iridata a nessun livello, giovanile o meno. L’unico precedente di prestigio quella 4×100 di Tilli, Simionato, Pavoni e Mennea che conquistò l’argento ai Mondiali di Helsinki del 1983. Qui, però, si è andati ben oltre: perché sono arrivati quattro record individuali nelle singole staffette, il record nazionale (3’04”05) e il primato mondiale stagionale. Interrotto il dominio degli Stati Uniti che durava dal 2002 e che solo per due volte nelle 17 edizioni iridate era stato violato (nel 1998 e nel 2000, da Australia e Giamaica).

Lombardia in trionfo

Il quartetto in questione ha radici lombarde con derivazioni miste: Gjetja, milanese di Busto Garolfo di origini albanesi tesserato per la Pro Sesto, Romani e Sibilio napoletani veraci ma in forza alla Riccardi Milano; Scotti, infine, lodigiano che vive a Castell’Arquato e si allena a Parma. Dei campioni fa parte anche l’oro europeo Under 18 dei 400 Lorenzo Benati (romano) che ha corso sabato in batteria: “Sono contentissimo di far parte di un team così. Non è solo merito nostro, è merito di chi ci ha fatto il tifo e di chi è stato con noi questi giorni. Vincere come squadra ha ancora più valore”, le parole di Andrea Romani. Subito dopo il capitano azzurro Alessandro Sibilio esclama: “È stato pazzesco, quando ho visto dietro gli Stati Uniti sapevo che avremmo vinto. Dovevo dare il 200%, ho dato il 300%. L’avevamo sognato. L’atletica italiana sta rinascendo: sono fiero di essere il capitano di questo quartetto”.

La storia della Riccardi e della Pro Sesto

In precedenza un solo altro atleta passato dalla Riccardi Milano 1946 era giunto al titolo mondiale (sia pure quando già militava in Fiamme Gialle): il marciatore Ivano Brugnetti, campione mondiale nella 50 km a Siviglia 1999 prima di vincere l’oro olimpico nella 20 km ad Atene 2004. Per la Pro Sesto, invece, finora erano arrivati sono un bronzo con Marisa Masullo agli Europei di Budapest 1983 e un argento con Simone Collio agli Europei del 2010 nella 4 x 100.

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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