Mauro Tommasi, foto sito Cus Milano Rugby

Il CUS Milano Rugby ha annunciato di aver affidato la propria squadra femminile iscritta al Campionato Nazionale di Serie A a Mauro Tommasi. Il 54enne tecnico brindisino, quattro scudetti e una Coppa Italia conquistati con il Milan e 7 caps con la Nazionale Italiana collezionati negli anni 90’, approda alla guida delle Erinni dopo un’esperienza da capo allenatore del Rho.

Cus Milano Rugby, il colpo è in panchina

Con un passato anche da giocatore al CUS Milano, Tommasi ha maturato una lunga esperienza da allenatore nei club dell’hinterland milanese come Monza, Chicken, Parabiago e Grande Milano. Specialista dei trequarti, sarà affiancato da Giorgio Intoppa (specialista degli avanti), Alessandro Pinna (skills coach) e Gabriele Paganini (transition coach), sotto la guida del Direttore Tecnico Enrico Borra.

Le ambizioni di Mauro Tommasi

«Sono molto contento ed estremamente onorato di entrare a far parte di questa avventura» ha commentato il tecnico di Torchiarolo, «non nascondo di essere eccitato ed incuriosito allo stesso tempo per questa nomina. Non ho mai allenato una formazione femminile e per questo non nascondo di avventurarmi in un mondo completamente da scoprire ma so che troverò un bel gruppo, affiatato e unito. Il mio compito è fare una grande squadra da quel gruppo».

L’esordio a Colorno il 7 ottobre

Una stagione dura, che vedrà Valentina Prino e compagne debuttare il prossimo 7 ottobre nientemeno che a Colorno, contro le campionesse d’Italia in carica, per poi fare lo storico esordio casalingo in Serie A la settimana seguente contro il Benetton Treviso:  «Sappiamo tutti che il campionato che andremo ad affrontare sarà lungo e molto impegnativo» ha poi aggiunto Tommasi, «ma la sfida non ci spaventa e, anzi, sono certo che sapremo ritagliarci i nostri spazi».

Luca Talotta
luca.talotta@gmail.com
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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