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Filippo Tortu, foto Fidal/Colombo
Filippo Tortu, foto Fidal/Colombo

Filippo Tortu: ora serve la consacrazione mondiale

Otto gare disputate, con la consapevolezza che sono stati fatti enormi passi avanti ma che molto altro, ancora, c’è da fare. Perché l’atletica italiana ha bisogno di Filippo Tortu, il quale non potrà ora più nascondersi e dovrà prendere in mano l’Italia intera e riportarla a grandi livelli.

Filippo Tortu, un’ottima annata

Il giovane sprinter milanese ha dovuto rinunciare alla Continental Cup, manifestazione che si disputerà nel fine settimana dell’8-9 settembre ad Ostrava e dove avrebbe dovuto correre i 100 metri per la selezione europea; il motivo? Ancora il problema muscolare accusato nella staffetta 4×100 agli Europei di Berlino, quella che poi vide la squalifica dei quatto giovani azzurri.

Il 2019 sarà l’anno della consacrazione

Ma questo permetterà al giovane Tortu di ragionare a mente fredda su quanto fatto e sul suo futuro prossimo. Il bilancio di quest’annata non può che essere positivo. Delle otto gare disputate sui 100 metri tra turni eliminatori e finali, ben sei sono state corse sotto i 10”10, con quello storico record italiano ottenuto a Madrid lo scorso 22 giugno: un 9”99 che gli ha permesso di cancellare il precedente primato di Pietro Mennea che durava dal 1979 e che lo ha posizionato al quarto posto nelle liste stagionali europee.

Tutti remino dalla stessa parte

Questo stop forzato, deciso in accordo con papà-coach Salvino, staff tecnico della Federazione e con le Fiamme Gialle, permetterà a Filippo di concentrarsi ancora di più verso la prossima stagione: che dovrà, per forza di cose, essere quella della consacrazione internazionale.

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About Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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