Battuto il Verona, le parole di Seedorf: “Il Milan scegliendomi ha avuto coraggio”
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Ai microfoni di Sky Sport HD, nel dopo partita del Meazza, l’allenatore del Milan Clarence Seedorf.

Si dice che tu abbia fatto qualcosa di particolare negli spogliatoi alla fine della partita.

Non speciale, si fa in tante squadre. Ci siamo chiusi in un cerchio, tutti abbracciati. Ho detto che faremo così d’ora in avanti dopo le partite, non importa il risultato, perché siamo tutti responsabili di quel risultato. Quindi, così ci guardiamo in faccia, due parole, quando uno se la sente, ma gli ho fatto i complimenti , perché è un gruppo che, sicuramente, merita più di quanto ottenuto fino adesso. 

Fino a pochi giorni fa eri un giocatore, ora sei l’allenatore del Milan con una partita e una vittoria.

Si, la vittoria è, sicuramente, dedicata a tutti i milanisti, proprio a tutti. Quindi, un’importante inizio, sono molto felice, principalmente per il gruppo, anche per il lavoro che ci aspetta ancora, che è tanto. Con le vittorie, tutto pesa molto meno, tutto viene più facile e, quindi, sono molto felice. 

Una cosa tua che hai visto nel Milan di questa sera?

Credo principalmente il primo tempo, nel secondo, anche con un po’ più di stanchezza. Nel primo, dopo aver perso palla, subito pressione in avanti, difesa molto alta e, poi, il fatto di giocare con quattro giocatori di qualità in avanti, che crea sempre qualcosa. Non c’è molto tempo per lavorare in questi giorni, quindi, gli interpreti sono fondamentali, come sempre. Sono stati molto bravi nel primo tempo a fare questa pressione in avanti, di tenere per qausi 45 minuti il Verona nella sua metà campo. Abbiamo detto che potevamo far gol in quella maniera, rubando loro la palla nella loro metà campo per cercare di fare gol. 

Ci spieghi i dialoghi notturni con Berlusconi?

Adesso no, avremo tempo di parlare di tutte queste cose. Credo che il focus debba rimanere su questa vittoria, che è arrivata alla fine, è arrivata su un rigore, però, direi meritata, per quanto hanno fatto vedere nel primo tempo. Diciamo che le mie cose personali  sono molto meno importanti in questo momento. 

Forse ha bisogno di un po’ di tattica e di organizzazione questa squadra.

Sicuramente, voi avete avuto modo di seguire molto meglio di me la squadra in quasi tutte le partite, io ne ho viste tante, ma sono molto concentrato su quello che vogliamo andare a sviluppare. La settimana prossima sarà la prima, abbiamo l’Udinese, poi, c’è il Cagliari e, dopo, avremo una settimana piena per lavorare. Da lì, credo che possiamo veramente concentrarci un po’ su tutti gli aspetti e costruire piano, paino il gioco che ho in mente. In questo momento, il focus è stato quello di ritrovare la gioia di giocare al calcio, di allenarsi con il pallone, anche di divertirci perché, alla fine credo che tutti amino proprio questo, giocare al calcio, facendo certi tipi di allenamenti specifici per toccare tanto il pallone, per avere, diciamo, una connessione tra di loro con il pallone. 

È nato un feeling particolare con Balotelli, dopo la chiacchierata di Milanello?

No, quel feeling c’è stato anche prima, perché Mario l’avevo già conosciuto, avevo parlato con lui e non sono per niente sorpreso di quel feeling che abbiamo creato in questi pochi giorni. È un ragazzo dolce, che ha un grandissimo talento e che farà molto, molto bene al Milan e anche nell’Italia. Spero di poterlo aiutare a crescere, ci vuole tempo, è molto giovane, ma ha dimostrato grandissima disponibilità, attenzione e volontà di far parte di questo cambiamento e sono molto contento. 

Cosa pensi possa fare il Milan in Champions contro l’Atletico Madrid, in questo momento in testa al campionato spagnolo?

Direi che non è ancora il momento di parlare di quella partita, visto che ne abbiamo ancora tante altre prima. Sappiamo che l’Atletico Madrid è una grande squadra, che ha dimostrato grandi cose quest’anno, ma abbiamo tempo per pensarci.

Cosa ha convinto il Milan a prendere Seedorf?

Credo che il rapporto di dieci anni  ha fatto capire tante cose alla società, perché la convivenza è stata molto lunga e intensa e abbiamo conosciuto tantissimo momenti in campo e fuori dal campo e, quindi, la società si è fatta, sicuramente, un’idea di chi sono, di cosa ho fatto, di quanto sono le mie competenze, oltre a quelle calcistiche. Hanno fatto un ragionamento, come spesso hanno fatto nel passato con Sacchi, con Capello. Hanno tirato fuori quel coraggio che conosciamo, che il presidente ha, che ha Galliani, hanno fatto questa scelta e io mi sentivo molto pronto, mi sono preparato molto bene per un anno pieno, molto intensamente. Abbiamo sentito tantissime storie, gente che non sapeva esattamente cosa facevo, ho ricevuto una bellissima lettera di Van Gaal, che ha aiutato a costruire questo tipo di corso per me e mi ha fatto i  complimenti proprio per il percorso. Sa quanto mi sono dedicato a questo percorso. Dobbiamo tutti iniziare un giorno e cercherò di imparare in fretta.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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