Capello duro su Thohir: “Non mi convince, non sta facendo nulla”
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Dopo aver commentato su Fox Sports il match di Premier League Chelsea-Manchester Utd, Fabio Capello ha risposto in diretta alle domande fatte dal pubblico su twitter attraverso l’hashtag #forfab 

Eto’o, autore della tripletta contro lo United.

Sicuramente Eto’o sta dimostrando di aver ritrovato la voglia di giocare, di lavorare, perché io l’ho visto in Russia e non era questo tipo di giocatore, era più una star che un giocatore, comandava, dirigeva, faceva più lui l’allenatore che l’allenatore. Invece qui ha ritrovato l’umiltà e l’importanza di essere un giocatore importante per una squadra che ha dei grandi obbiettivi. Ha fatto molto bene quest’oggi, soprattutto ha dimostrato di essere al posto giusto nel momento giusto. Cosa che non ha dimostrato il Manchester United, che ha creato diverse occasioni da gol, ma mancava quel Chicharito Hernandez, che secondo me è stato messo troppo tardi da Moyes.

Mourinho.

Mourinho è un allenatore che fa la differenza, nel senso che fa rendere al 100% tutti i giocatori e, come ho detto in telecronaca, o corri e combatti oppure stai fuori. Da’ la mentalità alla squadra.

Cosa rifarebbe e cosa non rifarebbe?

Sul personale direi che sono contento di quello che ho fatto. In ambito sportivo direi lasciare il Real Madrid dopo aver vinto il primo campionato ed essere tornato al Milan perché dovevo tutto a Berlusconi che mi aveva scelto.

Seedorf.

Mi è piaciuto, io ho scelto Seedorf per il Real Madrid quando aveva 20 anni. E’ maturato molto, mi ha dato l’impressione di sapere dove vuole andare, mi ha dato l’impressione di essere convinto delle proprie capacità e, soprattutto, di poter dare qualche cosa in più a questa squadra. Non tanto in fatto di esperienza, perché esperienza come allenatore non ne ha, ma soprattutto come creare il gruppo, creare una certa mentalità, quella mentalità vincente che ha caratterizzato sempre il Milan.

L’ostacolo più grande saranno i primi risultati e capire il valore della squadra che ha in mano, perché qualche giocatore lo conosce, ma non li conosce tutti in profondità e questa è una cosa molto importante. Un allenatore deve  sapere, deve conoscere il materiale che ha a disposizione e su questo materiale costruire il tipo di gioco.

Vedremo un Capello in società al Milan?

No no, io ho buonissimi rapporti con tutto lo staff del Milan, con tutti i dirigenti, con il Presidente, ma non c’è speranza, perché rimarrò ancora in Russia per qualche anno. Auguro al Milan di trovare la strada giusta in breve tempo. Ho solo un dispiacere, perché c’era un amico, una persona che reputo bravissima e competente, che è Ariedo Braida, che in tutto questo c’ha rimesso solo lui. Mi dispiace.

Che acquisti dovrebbe fare il Milan?

Per gli acquisti ideali ci vogliono i soldi e in questo momento di ristrettezze economiche e spending review, non c’è possibilità. Bisogna andare a cercare qualche cosa che sia disponibile.

Cosa farà Capello dopo il Mondiale?

Rimango in Russia. Rimango in Russia probabilmente per altri 4 anni. Non ho ancora firmato il contratto, ma poco ci manca.

L’Italia al Mondiale.

Secondo me è una buona squadra, con un buon allenatore, con una mentalità di gruppo e questo è molto importante per il Mondiale, però saremo sempre legati agli attaccanti che devono fare qualche cosa di più. E quando parlo di attaccanti sapete a chi mi riferisco.

Le favorite del Mondiale.

Ho visto giocare il Brasile in Confederations Cup e mi ha molto impressionato. Non è una squadra che giochi molto bene, di grande qualità ha solo Neymar, Oscar non è male, però non ha la qualità di Neymar, però una squadra molto forte fisicamente, molto compatta, molto difficile da battere e credo che sia la favorita. Dopo di che, metterei l’Argentina, dipende da Messi, perché è lui che fa sempre la differenza. Starei attento alla Spagna, con il nuovo centravanti che si è ritrovato fra le mani. Lì sono stati bravi, bisogna fare i complimenti a Del Bosque e alla Federazione, e poi alla Germania che arriva sempre. Poi ci sono le sorprese, tra le outsiders direi la Colombia tra le sudamericane e Italia e Olanda per quanto riguarda le europee.

Quante chances ha il Milan di battere l’Atletico Madrid in Champions League?

Faccio il tifo per il Milan, essendo madridista, non posso tifare l’Atletico. Poche possibilità. Ho visto una squadra compatta, determinata, una squadra determinata, ma che ha anche gradi individualità, una squadra molto difficile da battere.

Ancora sull’Atletico.

Sono una squadra molto compatta, molto umile, lottano su ogni palla, sono messi bene in campo. Giocare contro il Barcellona e non permettergli di giocare come vuole e non farli ragionare è difficile, e loro ci sono riusciti. E questo vuol dire che la partita era stata preparata molto bene, ma soprattutto che nei giocatori, tra i giocatori c’è tanta voglia di fare e di mettersi al servizio della squadra, perché tutti corrono, tutti pressano, tutti cercano di rendersi utili.

È stato chiamato dal Chelsea in passato?

Sono stato interpellato una volta, ma così. Anni fa.

Pellegrini e il City.

Favoriti non solo per la Premier, questa è una squadra che ha molti giocatori, una buonissima rosa, un buonissimo allenatore. Una squadra che ha già vinto qualcosa, quindi ha una mentalità vincente e lui è riuscito a plasmarla. Tra l’altro, quest’anno gli acquisti che hanno effettuato l’hanno migliorata e ritengo che possa essere una delle candidate per lottare per tutto. Per quanto riguarda il campionato, la vedo nettamente favorita sulle altre.

Le favorite in Champions League.

Sulla Champions, quest’anno ho detto Real Madrid e continuo nella mia idea che sia la squadra più forte, come il Manchester City, è molto forte, ha delle riserve per modo di dire, una rosa molto importante e tutti all’altezza della situazione, è una squadra che sta migliorando molto, si vede la mano di Ancelotti. Finalmente la squadra sta capendo quello che voleva l’allenatore. Cambiare da uno stile all’altro non è semplice, non è facile. I giocatori dicono abbiamo sempre fatto bene giocando i questa maniera, perché dobbiamo cambiare, però si sta vedendo la mano di Carlo Ancelotti. Il Barcellona sempre, anche qui si sono visti dei cambi, qualcosa di più verticale, questi cambi di campo, questa maggiore velocità nel cercare il gol. Il Bayern Monaco di Guardiola è un’altra squadra favorita, ma se io dovessi fare una classifica metterei il Real davanti a tutti.

Roma-Juve in Coppa Italia.

Sarà una partita molto interessante, io sarò a Mosca, ma la vedrò all’una e mezza di notte con il fuso orario. Sarà molto interessante perché la Roma vuole passare il turno, la Juve non ci pensa mai a perdere, per quell’allenatore questa parola non esiste, come per tutti gli allenatori, non solo per Conte. Vedo un partita interessante, più equilibrata del solito e quindi credo che dopo la prima esperienza, Garcia possa aver capito quale può essere il punto debole di questa Juventus, che non ne ha molti, qualcuno ce l’ha anche lei, però quando succede che c’è qualche errore, c’è anche Buffon e ci pensa lui.

Pogba.

Credo che davanti ad un’offerta stratosferica sia difficile trattenere i giocatori. Pensiamo a Bale, che è stato pagato 100 milioni e il Manchester United era disposto a pagarne 120, è stato il giocatore tra l’altro a scegliere. Sarà difficile per la Juve trattenerlo, sarà difficile perché Pogba è un giocatore molto importante, un giocatore che ha futuro, che fa la differenza. Lui, come Vidal, quando arrivano vicino all’area di rigore diventano pericolosi. Qui poi dipende molto dal procuratore, dal giocatore e anche molto dall’offerta. Si Fa plusvalenza, ma poi bisogna rimetterne uno al suo posto.

Conte.

Io ho fatto 5 anni e poi sono andato via. Ho letto proprio l’altro giorno che Ancelotti ha fatto 8 anni con il Milan. Io credo che dopo un po’ di anni sia difficile anche per un allenatore cambiare sistema di gioco, cambiare metodologia di allenamento. Studi, prepari, cerchi di fare sempre cose nuove per non annoiare e non essere ripetitivo. Antonio Conte è un bravissimo allenatore, competente, uno dei migliori al mondo in questo momento per i risultati che sta avendo. Anche lui può avere delle ambizioni, o delle voglie di andare in giro a confrontarsi con delle realtà. Perchè quando vai all’estero devi entrare nella mentalità di quella nazione, nella mentalità di quel club. Quindi è un’esperienza che ti fa maturare molto e ti arricchisce.

La sua Roma del 2006.

Avevo una grande squadra, un’ottima squadra che avevamo creato molto rapidamente. Devo dire che quando sono arrivato il primo anno, c’era la proposta i vendere alcuni giocatori. Io allora fermai tutto quanto e dissi no, bravi giocatori così in giro non ne troviamo e poi, dopo aver fatto la prima bozza di squadra, l’anno dopo acquistammo Batistuta che fu determinante per lo scudetto. Direi che la squadra di quest’anno è stata assemblata molto bene. Ha dei talenti, però ho visto che contrariamente a quanto è successo a me, qualche talento è stato venduto, come Lamela, però gli acquisti che stanno facendo sono sempre degli ottimi acquisti e la squadra è molto competitiva. Soprattutto perché quest’anno la squadra è solida in difesa e questo negli anni precedenti era molto mancato.

Lo scudetto.

Otto punti sono tanti, la Juve è abituata a stare davanti, a vincere, è una squadra competitiva, quindi direi sotto questo aspetto la favorita ad essere l’inseguitrice principe è la Roma perchè ha solo la Coppa Italia, mentre il Napoli e la Juve avranno le coppe e hanno la mentalità vincente.

Baldini-Tottenham.

Due anni fa, prima di  Villas Boas, sono stato vicino al Tottenham, poi anche quest’anno ne abbiamo  parlato. Mi è stato chiesto di avere un ruolo alla Hiddink, con il doppio lavoro Nazionale-Club

Thohir.

Quando si parla di squadre importanti, si pensa che quando arriva un nuovo Presidente possa fare qualcosa per rafforzare questa squadra. Thohir non lo sta facendo, questa è la verità. Uno che entra in squadre come l’Inter non può fare certi discorsi, meglio prima vendere, poi comprare. Sono tifosi che hanno ricordi di vittorie, di ricordi felici, non si può pensare ad un anno di transizione. Non mi convince, non sta facendo nulla. L’Inter è un patrimonio del calcio italiano, io lavoro all’estero e non possiamo perdere i giocatori più importanti.

Allegri.

Secondo me ha avuto una sola colpa, quella di non andare via la scorsa estate. E’ un buon allenatore ha vinto uno scudetto, però quando ci sono proposte come quelle che ha avuto dalla Roma… Non ha capito che aveva terminato il suo percorso con la squadra. Un allenatore deve capire quando ha terminato il suo percorso.

Andrà in Nazionale?

Lo vedrei benissimo come CT della Nazionale, Tassotti potrebbe seguirlo, ma credo che stia bene al Milan. Conosce tutto e può essere un grande aiuto per l’allenatore che arriva.

Honda.

E’ un buon giocatore, come abbiamo visto con Eto’o e Willian, avrà bisogno di qualche partita per trovare la velocità giusta per giocare nel campionato italiano, che è diversa da quella del campionato russo.

Vucinic.
Sarebbe un giocatore ideale per l’Arsenal e lo è stato per la Juve. Bisogna vedere il bilancio e la salute della Juve.

Van Basten che ha accusato Seedorf di inesperienza.

Lo dissero anche di me. Speriamo che il presidente Berlusconi abbia avuto una buona intuizione anche questa volta come la ebbe con me e con Sacchi.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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