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Partita ‘calda’, per usare un eufemismo, quella della scorsa domenica tra il Lecco Calcio a 5 e il Comelt Toniolo, e non solo in campo. Infatti, purtroppo sugli spalti si è arrivati allo scontro fisico quando l’allenatore del Toniolo, Daniele Sau, dopo essere stato espulso, ha scavalcato la recinzione del campo ed ha cercato lo scontro in tribuna con quei tifosi avversari che in precedenza lo avevano beccato.

Foto da tonioloc5.it

Ma non la tensione non è finita qui:  5 minuti di ordinaria follia del mister milanese Sau lo hanno portato, nel momento della segnatura della quarta rete da parte dei blu celesti, ad avventava verso il Team Manager Antonio Abbate colpendolo con un pugno al viso.  Più tardi la società lecchese ha ricevuto anche, dopo quelle del Direttore Generale Ugo Colombo, le scuse ufficiali da parte della società milanese per voce dello stesso Mister Sau.

Sul campo, il Lecco ha vinto per la prima volta il derby in casa del Toniolo.

SERIE A2 GIRONE A – 16^ GIORNATA

TONIOLO – LECCO 3 – 4 (PT: 2-2)
Marcatori: Esposito (T) al 9’08” pt e al 15’55”pt, Antonietti (L) a 11’29”pt, Belloni (L) al 12’51” pt; Antonietti (L) al 12’13”st, Gomes (L) al 13’36”st, L. Peverini (T) al 19’53”st.

COMELT TONIOLO MILANO: Tondi, Esposito, Zaninetti, Luca Peverini, Ghezzi; Velez, Marco Peverini, Pierro, Carlin, Bosetti, Vincenti, Cuomo. All. Sau.
LECCO C5: Gilli, Urio, Vinicius, Belloni, Antonietti; Delaiti, Gomes, Castellani, Di Maria, Murilo, Castagna, Seggio. All. Marques de Oliveira.

Arbitri:

1° Maurici (sez. Prato)

2° Fratangelo (sez. Frosinone)

Crono: Lazzizzera (Sez. Sesto S. Giovanni)

Note:

Tiro Libero per il Comelt Toniolo al 17’26” st sul 4 a 2 fallito da Ghezzi.

Ammoniti L. Peverini, Esposito, Ghezzi, Cuomo (CT), Murilo, Belloni, Antonietti, Urio (L)

Espulso: Daniele Sau tecnico del Comelt Toniolo per proteste.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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