Oktagon 2014 si prepara ad occogliere Andy Souwer
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E’ notizia di oggi il grande ritorno ad Oktagon di Andy Souwer, il campione olandese che avemmo modo di ammirare a Milano in uno splendido match contro Giorgio Petrosyan nel febbraio 2009, al termine del quale Giorgio vinse ai punti dopo un extraround.

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Possiamo anche anticiparvi che “Souwerpower”, come viene chiamato da anni il fighter olandese, affronterà il vincitore dell’ incontro fra Chingiz Allazov e Sittichai Sitsongpeenong in programma sabato prossimo a Thaiboxemania e che promette scintille mica da ridere, vista la caratura e le qualità tecniche e agonistiche dei due giovani fighters.

Per Oktagon avere un campione del calibro di Souwer sarà certamente motivo di grande soddisfazione, ma per chi conosce bene l’ evento meneghino, che vanta una tradizione unica nel panorama mondiale degli sport da ring per qualità e longevità, si tratta giusto dell’ ennesimo capitolo che ne certifica la grandezza e la spettacolarità.

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Andy Souwer, 31enne di Den Bosch, vanta una grandissima carriera con ben 165 match disputati e 150 vittorie con 88 K.O a fronte di sole 14 sconfitte e un pari; quattro volte finalista nel K 1 World Max con due vittorie nel 2005 contro Buakaw e nel 2007 contro Masato e due sconfitte nel 2006 sempre con Buakaw e nel 2009 contro Giorgio Petrosyan, Souwer ha ottenuto grandi risultati anche nella shootboxe, dove ha vinto per quattro volte la  prestigiosa Coppa del Mondo, la S-cup World Champion, l’ ultima volta nel 2012 contro il connazionale Henri van Opstal.

Ora lo aspettiamo tutti all’ appuntamento del 5 aprile, felici di poter ammirare un campione del suo livello a quell’ ideale tavolo verde dove Oktagon ha giocato il suo primo importante asso!

Di Gianmario Girasole

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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