Trefeo Guerciotti junior, Todaro: due giorni, due vittore
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Manuel Todaro vive il momento magico della carriera. Lo junior ciclocrossista della Selle Italia-Guerciotti-Elite ieri ha trionfato per distacco nel Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti all’Idroscalo di Milano sotto alla pioggia fredda e per lunghi tratti battente, e oggi si è ripetuto nel Gran Premio Cartonveneta a Scorzè, nei pressi di Venezia.

Mauel Todaro (foto di  Gianfranco Soncini)
Mauel Todaro (foto di Gianfranco Soncini)

 

Manuel, classe 1996, ha ottenuto due vittorie in due giorni alla sua maniera: staccando tutti e presentandosi solo al traguardo. Dalla pioggia dell’hinterland di Milano è passato a quella della pianura veneta correndo con identica strategia. Todaro all’Idroscalo ha preceduto il veneto Franzolin, mentre a Scorzè si è imposto davanti al compagno di squadra e amico Stefano Sala (nato nel ’97). Anche a Scorzè nella gara juniores la squadra di patron Paolo Guerciotti ha conquistato le due medaglie più prestigiose con i suoi due unici corridori juniores.

E’ accaduto in altre occasioni durante questa stagione invernale; ad esempio al Campionato italiano di Orvieto del 12 gennaio Todaro ha vinto davanti a Sala. Manuel la maglia tricolore l’aveva già indossata a Roma nel 2011 tra gli allievi del primo anno. Il Campione d’Italia juniores abita con la famiglia a Castano Primo, nella zona nord-ovest della provincia di Milano. Da notare che a Scorzè è salita sul podio in seconda posizione anche Alice Arzuffi (’94), Campionessa d’Italia delle under 23, brianzola di Seregno e da alcuni anni donna del team Selle Italia-Guerciotti-Elite. Tra le donne a Scorzè si è aggiudicata il “Cartonveneta” la forte stradista Francesca Cauz (’92), stessa vincitrice del Trofeo Mamma e Papà Guerciotti di sabato.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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