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Atmosfera affascinante al PalaDozza di Bologna, tempio della Fortitudo, dove il Legnano Basket arriva mercoledì sera per l’andata dello spareggio per l’accesso alle finali di Coppa Italia DNB.

La Fossa comincia a cantare dal riscaldamento e il primo “olé” è suo con la bomba di Venturelli, che si ripete dopo un bell’appoggio di Arrigoni da sotto. La schiacciata di Spizzichini e la seguente tripla di Fin scavano il primo solco sul 11-4, che Ferrari tenta di arginare con un timeout. Milani infila un jumper che da fiducia a Legnano, ma anche Caroldi (2 punti, 3 rimbalzi, 6 assist) si sblocca e solo la penetrazione al ferro di Tavernelli tiene Legnano in scia sul 13-8.

Un’acrobazia di Milani avvicina ulteriormente i Knights, e il gioco da tre punti di Cazzaniga (11 punti, 5 rimbalzi) riporta la “I-Dek” (sponsor di Coppa) sul 15-14 a circa due minuti dalla fine del quarto. Il canestro di Spizzichini (10 punti, 12 rimbalzi), quello in contropiede di Arrigoni e la tripla sulla sirena di Sabatini, chiudono poi il quarto sul 22-16.

La tripla e il long-two di Borroni riavvicinano i Knights in avvio per il 24-23, che diventa, in poco tempo, il primo vantaggio biancorosso con l’appoggio da sotto di Cazzaniga che costringe Politi al primo timeout. Dopo la sospensione, la Fortitudo ritrova il vantaggio con De Min (9 punti, 6 rimbalzi), ma la partita é viva. Bologna avanza di 4 punti e l’inusuale 0/2 dalla lunetta di Milani, manifesta un piccolo momento di difficoltà di Legnano che chiude a metà gara sul 35-29

Tavernelli apre la ripresa con un contropiede, ma Pederzini (10 punti, 7 rimbalzi, 3 assist) riporta a 6 i punti di distacco. Penserini (10 punti, 4 rimbalzi, 3 assist) segna la tripla del -3, ma la fiammata di Venturelli con 5 punti in fila riporta avanti bene Bologna sul 42-34, prima che la tripla di Fin aggiorni il tabellone sul 45-36. La bomba di Fin (9 punti, 3 rimbalzi) allunga a 12 il vantaggio della Fortitudo, ma la notizia peggiore sono i prematuri 4 falli di Arrigoni, che cambiano le logiche di gestione delle forze. Dopo il canestro di Milani (10 punti, 3 rimbalzi, 3 assist), Legnano prova la zona per cambiare ritmo, e la rubata con contropiede solitario di Tavernelli, riporta a -7 Legnano con Politi a fermare di nuovo la gara. Ancora Tavernelli da tre allunga il parziale sul 0-9 che fissa il tabellone sul 49-45, che é anche il finale del terzo quarto.

Uno scontro alla prima azione tra Tavernelli e Venturelli (18 punti) fa uscire il play legnanese per una fasciatura alla caviglia, mentre De Min fa 5-0 da solo e trascina a +9 i biancoblu.
De Min continua il suo personale show, ma più in generale ora la Fortitudo vede una vasca da bagno, mentre Legnano fatica in attacco segnando con poca continuità. A 5′ dal termine i punti di scarto sono 14, con Ferrari che prova ancora con il timeout ad invertire la tendenza. Milani risponde con un jumper, Cazzaniga dall’angolo e anche se la vittoria sembra sempre più difficile, bisogna anche ragionare sul doppio confronto e quindi sulla differenza canestri. Ancora Tavernelli (16 punti, 5 recuperi) da tre tiene vivo il 0-7 che viene spezzato dal libero di Spizzichini per il 64-56. Penserini sigla un un gioco da tre punti che riapre la gara anche se manca solo 1′ alla fine della gara. I due liberi di Tavernelli accorciano ulteriormente sul 64-61 che sarà anche il risultato finale.

Sconfitta indolore nell’ottica del doppio confronto, che lascia aperta la vie delle finali a Legnano che dovrà vincere di 4 punti il 05/02 al Palace per passare. Più in generale, ancora la percentuale da 3 (40% per Bologna 18% per Legnano) ha inciso parecchio sul risultato finale, più che i due momenti di blackout offensivo che hanno permesso alla Fortitudo di andare in doppia cifra di vantaggio.

Appuntamento tra 15 giorni per il return-match

Massimiliano  Giudici
Uff. Stampa – Legnano Basket Knights

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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