PalaSesto più sicuro con il defibrillatore di Lions Club e atletica Cernusco
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Sport e sicurezza, un binomio tanto importante quanto spesso sottovalutato. Da oggi, però, anche il Palasesto di piazza Primo Maggio a Sesto San Gioanni sarà più sicuro grazie al defibrillatore salvavita di ultima generazione donato dall’Atletica Cernusco e dal Club Lions.

PalaSesto, foto sito http://www.ghiacciofilia.it
PalaSesto, foto sito http://www.ghiacciofilia.it

Un grande gesto di solidarietà e prevenzione che, oltre al Palasesto, ha coinvolto ben 14 tra centri sportivi e oratori della Martesana, ognuno dei quali ha ricevuto un defibrillatore semiautomatico e la possibilità di formare allenatori e volontari che impareranno ad utilizzarli. Più di 70, infatti, sono le persone che parteciperanno a un corso che insegnerà a maneggiare i defibrillatori in modo da poterli utilizzare in caso di bisogno direttamente sui campi, così da cercare di evitare le tragiche morti che troppo spesso hanno riempito le cronache sportive. Un’iniziativa resa possibile grazie al ricavato della mezza maratona del naviglio “Da Cernusco a New York”, una manifestazione che si svolge da 18 anni e che questa volta a maggio ha visto la partecipazione di 300 volontari e di oltre 2.900 concorrenti tra atleti professionisti e amatoriali. I loro sforzi sportivi hanno permesso quindi di raccogliere i fondi necessari a rendere più sicure le strutture del territorio.

In Lombardia attualmente solo metà delle società sportive si sono dotate di defibrillatore, che diventerà obbligatorio dal gennaio del 2016 in seguito al decreto Balduzzi. Inoltre, sempre grazie ai soldi raccolti con le iscrizioni della maratona, il Lions Club e l’Atletica Cernusco hanno contribuito all’acquisto di un nuovo ecografo pediatrico per l’ospedale Uboldo di Cernusco.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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