Mazzarri sulla sua Inter: “Giocatori non abituati alle pressioni”
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L’allenatore dell’Inter Walter Mazzarri in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD nel post partita di Inter-Catania.

Si era parlato di una partita che doveva essere quella della svolta. Oggi è giusto dire che l’Inter ha fatto troppo poco rispetto a quello che ci si aspettava?

Ci sono tante variabili che concorrono alle prestazioni. Tutta la settimana lo scetticismo che avvertivano, si è sentita poco la nostra curva. Quelli che stanno giocando ora non sono giocatori abituati a certe pressioni, in casa bisognerebbe un po’ aiutarli, non c’era tanto entusiasmo, sembrava una partita a porte chiuse e si sentiva. È chiaro che loro debbano metterci di più come gli ho detto, sono cose che chi ha fatto calcio le conosce. Purtroppo l’episodio della svolta non c’è mai, non facciamo gol quando lo dobbiamo fare. Già si è visto quando abbiamo messo pressione al Catania con due o tre azioni e il pubblico si è entusiasmato, i ragazzi hanno fatto di più. Ci vuole quell’episodio che ci faccia svoltare soprattutto in casa, si sente che c’è un po’ il freno a mano, si avverte questo momento. Le occasioni le abbiamo avute, ma in questi momenti non siamo tranquilli e si sbaglia, non si fanno le giocate serenamente. Succede così che purtroppo anche oggi non abbiamo vinto.

Adesso il calendario presenta delle partite difficilissime. Cosa bisogna fare per ridare un po’ di grinta alla squadra?

A Genova la squadra sembrava più sciolta fuori casa, oggi sembravano contratti, timorosi. L’avessimo sbloccata, magari saremmo tornati a fare il calcio che si è fatto per esempio a Genova. Per certi versi, può darsi che con l’ambiente che c’è in questo momento, fuori casa ci esprimiamo meglio. Bisogna farli crescere, io sto provando a dirglielo, “Giocate come sapete, non pensiamo a niente”, ma tutte le cose in questo momento le avvertono.

È una squadra esperta, però…

Non mi sembra tanto. Non è l’età anagrafica. Io parlo di Jonathan, Alvarez, essere protagonisti in un club blasonato così dove giustamente tutti pretendono risultati da primato. Jonathan non ha mai giocato da protagonista, Alvarez, Kuzmanovic. Sono ragazzi che stanno facendo bene, ma non erano abituati a giocare per il vertice o con la pressione che c’è.

Milito.

Se la squadra andasse bene sarebbe stato lui a dare esperienza, oggi ci voleva la zampata sua.

Lei non metterebbe mai dentro qualcuno per la pressione della stampa…

No, Icardi non ce l’ho mai avuto. Botta, che è tornato da un infortunio grave, non ha i 90’. Poi, nel momento in cui non vinci e aspetti la zampata da Milito, non togli  Milito quando devi vincere. Abbiamo giocato con tutti i giocatori predisposti alla fase d’attacco e poco alla fase difensiva, è questo che va valutato. Sono ragionamenti che i miei dirigenti conoscono, ecco perché  si parla di un’annata da passare, in cui chiedere aiuto anche alla nostra curva.

Il mancato scambio Guarin-Vucinic.

Ci sono state una serie di valutazioni dell’ultima ora che hanno portato a questa situazione. È quello che mi hanno detto i dirigenti, ci sono tante altre valutazioni che sono entrate in questa trattativa. La Società sa quello che gli ho detto, se ce la faranno speriamo.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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