Milan-Biabiany, ecco perchè non si è fatto
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L’Amministratore Delegato del Milan Adriano Galliani ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD, nel pre partita di Milan-Torino.

Adriano Galliani (photo credit: calciostreaming via photopin cc
Adriano Galliani (photo credit: calciostreaming via photopin cc

Partiamo dal mercato. Quanto è stato vicino al Milan Biabiany?

Biabiany è molto semplice. Ci siamo visti a lungo, anche ieri mattina con il Presidente Ghirardi. Loro volevano il prestito con obbligo, noi il prestito con riscatto. E quindi lì ci siamo fermati. Questo è il motivo. Poi abbiamo avuto l’idea di un altro esterno.

Nani?

No, non lo dico. Era un esterno che non poteva giocare la Champions League. In questo momento ha ancora un po’ di giorni per recuperare, il campionato fra tre mesi e mezzo è finito. Abbiamo ragionato un po’ con Seedorf e abbiamo deciso di rimanere così.

Qual è l’effetto Seedorf su questa squadra? Sta facendo molto bene

Sì, sta facendo molto bene. I giocatori li sento uno per uno e sono tutti sereni e motivati. Io spero che vada tutto bene. E’ una domanda che andrebbe fatta dopo la partita (sorride, ndr), comunque sta facendo un gran lavoro Seedorf.

Non sono troppi i giocatori che avete messo a disposizione di Seedorf?

No, intanto questi giocatori ce li avevamo perché abbiamo un +1 nel delta di gennaio. A Milano si sta bene, le signore stanno tutte molto bene, sono felici di stare a Milano e non se ne vuole andare nessuno. Vi assicuro che comprare è facilissimo, ma per far partire i giocatori, ce n’erano tre o quattro che “no, no, no”. .

Sono le signore il problema?

Sono le mogli. Uno ha il bambino a scuola, l’altro la moglie che non vuole partire, il centro, le signore che stanno benissimo. Vi giuro che mandare via un giocatore da Milano è un’impresa ai confini dell’impossibile. Dovremo trovare dei single, un giocatore meno bravo ma single.

Giocare in Europa League l’anno prossimo sarebbe per il Milan più un’opportunità o più un intralcio al calendario?

Non parlerei di Europa League. Siamo in Champions League, noi siamo gli unici italiani che sentiranno il 19 febbraio la musichetta della Champions, poi la sentiremo l’11 marzo, speriamo di sentirla anche nel mese di aprile. Quindi non mi rattristi e non mi parli di Europa League, non l’abbiamo mai fatta, non è nel nostro dna, prima o poi succederà di doverla fare. Noi negli ultimi 12 anni abbiamo fatto 11 Champions League e una Coppa Uefa. Questa cosa, quando arriverà vedremo. Intanto pensiamo al campionato e alla Champions con l’Atletico che si sta avvicinando.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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