Marotta: “Sassi contro pullman dell’Inter? Capita spesso anche alla Juventus”
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L’Amministratore Delegato della Juventus Giuseppe Marotta ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD, nel pre partita di Juventus-Inter.

Guarin non può essere schierato dall’Inter questa sera perché tecnicamente aveva firmato un contratto con la Juventus?

No, firmato è un po’ troppo. C’era un accordo verbale per autorizzazione da parte dell’Inter, quindi noi abbiamo preceduto in quella che è una dinamica tipica del calciomercato, cioè contattarlo e arrivare a un accordo verbale. Poi non abbiamo proceduto a quello scritto perché evidentemente si è interrotto il tutto. Questo è un argomento però sul quale mi sono già inoltrato nelle settimane scorse e quindi ho detto quello che dovevo dire. Oggi onestamente non vorrei più ritornare perché bisogna abbassare i toni e bisogna ricondurli a quello che è un fatto agonistico e sportivo, quindi mi auguro che sia una bella partita e auspico che la nostra squadra possa vincere, quello senz’altro.

Si può dire che c’è stato un peggioramento dei rapporti tra Inter e Juve dopo la vicenda di mercato Guarin-Vucinic?

No, dal punto di vista politico diciamo che “combattiamo” una battaglia che è quella della riforma e di tantissime altre problematiche, quindi Andrea Agnelli era accanto prima a Moratti e adesso a Thohir. Per il resto, sono cose che succedono. Vanno rimarcate nel momento in cui ci sono atteggiamenti non consoni, tutto qua. Soprattutto in questa vicenda, direi che le persone che sono state più danneggiate sono i due giocatori. E quindi mi sono permesso di “alzare la voce” per porre chiarezza, per dire la verità, dopo che siamo stati tirati in ballo da un comunicato stampa, altrimenti noi non avremmo assolutamente parlato.

Ha avuto Mazzarri ai tempi della Sampdoria e lo conosce molto bene. Secondo lei cosa non ha funzionato fino a questo momento nell’Inter?

Quando si inizia un ciclo nuovo è sempre difficile, perché bisogna valutare i giocatori che hai, quelli che sono i nuovi inserimenti. Ci sono stati tanti cambiamenti. E quindi evidentemente le difficoltà erano forse tante. Poi ritengo che il blasone dell’Inter, la capacità dell’allenatore che è indiscussa, così come il valore dei giocatori, possa con calma riportare l’Inter ad alti livelli. Nello stesso tempo posso dire che cosa diversa è capitata a noi perché quando è arrivato Conte è riuscito a vincere immediatamente lo Scudetto, però gran parte di ciò è avvenuto proprio per grandissimo merito da parte di questo allenatore.

Ci può chiarire quali sono i termini economici legati al trasferimento di Osvaldo? Si è parlato di un prestito intorno ai 400 mila ma con un diritto di riscatto piuttosto salato.

Come ho sempre detto, noi abbiamo visto e guardato questo mercato di riparazione senza dover riparare nulla ma nel cogliere quelle opportunità che si presentavano ed erano la coniugazione di vantaggi tecnici e anche congruità economica. Noi abbiamo avuto la possibilità di andare su questo giocatore e l’abbiamo preso a prestito gratuito, quindi non abbiamo assolutamente tirato fuori un euro. Lui con grande disponibilità si è ridotto drasticamente lo stipendio, per cui abbiamo sborsato una cifra molto contenuta. E quindi era un’opportunità che dovevamo necessariamente sfruttare. E l’abbiamo fatto.

A quanto è fissato il riscatto?

Il diritto di riscatto è un fatto abbastanza aleatorio. Questi sono mesi comunque indicativi per valutare intanto non il valore del giocatore, che c’è, ma l’eventuale adattamento dello stesso nel nostro gruppo. Dopo di che, potremo procedere eventualmente a un confronto con la sua proprietà e vedere se ci sono i termini per poterlo acquisire. Adesso è prematuro. Posso solo dire che si è trattato di un prestito gratuito con un diritto di riscatto a 19 milioni, però quella è una cifra indicativa.

E’ un messaggio agli altri attaccanti della rosa?

L’obiettivo era quello di alzare la concorrenza e alzare gli stimoli. E’ una cosa che abbiamo fatto noi società di comune accordo con l’allenatore proprio con questo principio ispiratore. E quindi starà a Conte, di domenica in domenica, valutare le situazioni e la graduatoria degli stessi. Questa era un’opportunità che non dovevamo perdere e l’abbiamo colta.

Mazzarri non ha voluto commentare il lancio di pietre avvenuto contro il pullman dell’Inter che ha provocato la rottura di un vetro. C’è un suo commento a questo proposito?

Sì, certo. Non so dove sia avvenuto, se lungo il percorso o se fuori dall’albergo. Non sicuramente dentro lo stadio.

Poco prima di arrivare allo stadio

Poco prima di arrivare allo stadio, dove ci sono zone non controllabili. Mi dispiace, sicuramente la società biasima un comportamento del genere. Devo dire anche altrettanto che spessissimo capita anche a noi. Noi di vetri rotti ne collezioniamo una domenica sì e una domenica no. Purtroppo sono atti vandalici che vanno assolutamente condannati. Ci dispiace. Di sicuro il tono di polemica, di critica o di confronto che c’è stato tra le due società oggi l’abbiamo completamente abbassato, abbiamo accolto i Dirigenti con l’ospitalità che è giusto riservare e adesso tocca ai 22 giocatori in campo giocarsela bene. E sono sicuro che faranno il loro dovere.

Ufficio Stampa Sky

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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