L’Inter presenta Ruben Botta: ha scelto ‘la 20’ di Recoba
Ti piace questo articolo? Condividilo!

In avanti, sulla sinistra o sulla destra è lo stesso, non è un problema: dove il mister avrà bisogno io starò“, esordisce così Ruben Botta, con umiltà ma allo stesso tempo decisione, nella conferenza stampa di presentazione alla stampa, al centro sportivo “Angelo Moratti” di Appiano Gentile.

ruben-botta-inter-facebook

Al suo fianco il direttore sportivo Piero Ausilio, che Botta ringrazia quando racconta di quello che è stato il suo infortunio e di quanto l’Inter lo abbia aiutato: “E’ stato un momento molto difficile per me quando mi sono fatto male, ho temuto che il sogno Inter si infrangesse, ma Piero Ausilio e in generale tutto il club mi hanno aiutato, aspettato, li ringrazio. Così come ringrazio il Livorno che mi ha preso in prestito nella prima parte della stagione e mister Mazzarri che ora sta credendo in me“.

Botta mostra con orgoglio la maglia nerazzurra con il numero 20, quello che per tutti i tifosi riporta alla memoria Alvaro Recoba:Un grande calciatore, mi piaceva moltissimo il suo gioco, dovrò lavorare molto per provare a fare del mio meglio con questo numero così importante indosso. Io mi ispiro a giocatori che come lui sanno fare la differenza. Calciatori che giocano al massimo, penso anche a Riquelme, Messi, giocatori argentini che per me significano tanto. Così come per me ha significato tantissimo anche un altro giocatore, non argentino però: Ronaldo, che ha fatto la storia dell’Inter, un idolo“.

Poi una riflessione sulla scelta di venire all’Inter, “una squadra che rappresenta un sogno per un giocatore argentino e non solo. Il fatto che ci fossero molti argentini, poi, ha influito sulla mia scelta, anche perché stiamo parlando di grandi uomini e di grandi calciatori. Cerco di apprendere molto da loro“.

Da inter.it

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi