Inter e Milan si fondono: la pazza idea che potrebbe diventare realtà
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Ernesto Paolillo, Membro dell’Executive Board UEFA e alla guida della Commissione Finanze, ha tenuto il 14 febbraio – ai 25 futuri Manager dello sport della 12ª Edizione del Master Universitario in “Sport Management, Marketing and Society” del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca – una lezione sul tema “Il calcio e il Fair Play Finanziario” introdotta dal Direttore del Master Prof. Franco Ascani: “Alla luce dell’indebitamento delle società di Serie A – ha esordito Paolillo che ha lanciato “il grido d’allarme” – è necessario ed urgente l’analisi del momento economico ed il riposizionamento delle strategie economico-finanziarie dei club italiani ed europei”.

Ernesto Paolillo, Membro dell'Executive Board UEFA nel corso della lezione alla Bicocca
Ernesto Paolillo, Membro dell’Executive Board UEFA nel corso della lezione alla Bicocca

Paolillo ha sostenuto che AC Milan e FC Inter dovrebbero “fondersi” per un unico stadio a Milano poiché due stadi moderni non potrebbero operare sette giorni su sette da un punto di vista commerciale. “Il calcio oggi è un’industria e quindi credo non sia da scartare che avvenga ciò che normalmente accade negli ambienti industriali o nelle banche, ovvero una fusione”. In merito alle sanzioni UEFA per le esclusioni dalle Coppe Europee ha informato che, su 754 squadre europee, ben 153 erano fuori dai parametri del “Fair Play Finanziario” ed ha tracciato una panoramica economico-patrimoniale dei club europei informando che, nel 2013, il 74% dei trasferimenti dei giocatori è avvenuto a parametro zero. Il Dott. Paolillo ha concluso la sua lezione con una considerazione “E’ necessario incoraggiare i club a promuovere maggiori investimenti nel settore giovanile”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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