Olimpia Milano: arriva l’ottava, anche Pistoia va ko
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La battaglia di Pistoia (7-2 in casa prima di questa partita) diventa un test di resistenza e forza mentale perché dentro il PalaCarrara l’ambiente è anche molto caldo. L’Olimpia Milano si complica la vita nel terzo quarto quando si arena contro la zona e concede qualcosa di troppo in difesa complice un bonus esaurito troppo presto, ma si rialza in tempo per giocare un quarto periodo tostissimo, in difesa e in attacco. Ha orgoglio l’Olimpia Milano, difende e finisce per tenere Pistoia a 12 punti e vincere 88-79, ottava vittoria consecutiva in campionato e primato confermato.

Olimpia Milano, foto sito Olimpia
Olimpia Milano, foto sito Olimpia

IL PRIMO TEMPO – Pistoia parte ispiratissima in attacco, costruisce buoni tiri, ma mette anche quelli meno buoni. Quanco Coach Banchi chiama time-out dopo sei minuti ha 8/9 dal campo e l’unico errore in realtà è una stoppata di Nicolò Melli e il punteggio è 17-8. L’Olimpia Milano esce dalla sospensione rinvigorita, piazza un parziale di 6-0 che poi diventa 10-2 con triple di Jerrells e Melli. Una prodezza di Langford ricuce a meno uno, sul 19-18 e alla fine del primo periodo è 21-18 Pistoia. Il secondo quarto si apre con una schiacciata tonante di Lawal ma anche una grande tripla di Cortese e dopo due liberi di Hackett, Gibson riporta Pistoia sul più quattro (26-22). Qui arrivano una tripla dall’angolo sinistro di Kangur e una palla rubata da Hackett a Meini che determina l’antisportivo del playmaker toscano. A 7’31″ dall’intervallo, l’Olimpia mette la testa avanti. Il vantaggio sale a tre punti in due circostanze, Kyle Gibson rubando palla riporta Pistoia avanti sul 32-30. L’Olimpia risponde con tiri liberi di Langford e Hackett più un rimbalzo d’attacco di Lawal per il 35-32 con 5-0 di parziale. Washington segna però due volte di fila da tre da lontanissimo e spinge di nuovo a più tre la squadra di casa. L’Olimpia risponde ancora con una schiacciata di Hackett e un jump lungo di Langford per il nuovo vantaggio, 39-38. I tiri liberi di Ed Daniel e un canestro strepitoso di Cortese tengono Pistoia agganciata e impediscono la fuga Olimpia. Al riposo è 46-44 per l’EA7.

IL SECONDO TEMPO – David Moss mette la mano su un paio di rimbalzi d’attacco, Jerrells segna cinque punti veloci e CJ Wallace dà fisicità alla difesa. L’Olimpia in avvio di ripresa va due volte a più sette, massimo vantaggio, ma Pistoia è coriacea, piazza un 6-0 e torna a meno 1 dopo cinque minuti. Ma non si ferma dopo il time-out. La zona di Pistoia sfida l’Olimpia al tiro da tre ma la palla non entra e il bonus bruciato in meno di tre minuti genera tiri liberi per i padroni di casa che volano improvvisamente a più 10, massimo vantaggio, sul 65-55. Rompono il ghiaccio prima Langford e poi Lawal dalla lunetta ma all’inizio del quarto periodo Pistoia comanda 67-59. Lawal a cavallo dei due quarti segna sei punti consecutivi e riporta l’Olimpia a meno quattro. Ma Pistoia trova soluzioni, un rimbalzo d’attacco di JaJuan Johnson, un’entrata di Wanamaker la tengono avanti, di nuovo a più otto, 75-67, a sei minuti dal termine. Jerrells da tre ricuce a meno 1 sul 74-75 a metà del periodo. Poco dopo Hackett con una schiacciata pareggia anche se poi sbaglia il tiro libero aggiuntivo del sorpasso. In difesa però le maglie si stringono, Kangur stoppa e recupera, in contropiede Moss trasforma il passaggio di Jerrells nel canestro del sorpasso sul 78-76 a 3’45″ dalla fine. Lawal mette un “and one” che però non trasforma così il canestro più importante è una tripla di Hackett che apre cinque punti di vantaggio sull’84-79. Due errori di Hackett dalla linea concedono a Pistoia una chance ulteriore ma qui Langford prima stoppa Cortese e poi segna il canestro del più sette che di fatto chiude la partita.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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