Il Club Italia brinda alla vittoria ad Asti
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Seconda vittoria consecutiva per il Club Italia di pallavolo femminile, che espugna il palazzetto di Asti e guadagna un’altra posizione nella classifica del campionato di B1, scavalcando proprio le piemontesi al terzultimo posto. Per le azzurrine si tratta del secondo successo esterno in questa stagione, il primo da 3 punti.
Dopo aver vinto il primo set in rimonta, la squadra di Pieragnoli cede il secondo, ma alla fine porta a casa il risultato pieno grazie a una prestazione maiuscola soprattutto nei fondamentali di battuta (ben 16 ace) e muro (14 punti), in cui brillano Nicoletti ed Egonu. Da sottolineare anche la prova della ricezione che si attesta al 63% di positività, con un’ottima prova di Cappelli. Buono l’impatto sulla gara di Mabilo, entrata già nel primo set al posto di Berti e autrice di 11 punti con 4 muri. Asti, dal canto suo, non riesce a trovare le misure contro muro e difesa azzurri: la migliore delle attaccanti è Moretto con 11 punti.
Il Club Italia tornerà in campo sabato 1° marzo al Centro Pavesi contro la Vistalli Foppapedretti Bergamo.
La cronaca.
Cambio nella formazione titolare per il Club Italia, che presenta Gennari in regia in diagonale con Nicoletti; le due schiacciatrici di posto 4 sono D’Odorico ed Egonu. Asti schiera Paternoster in palleggio e la coppia M’Bra-Zannoni in banda.
Nel primo set parte meglio la formazione astigiana che riesce a trovare ottime soluzioni in attacco (47% in questo parziale, con Zannoni e Moretto in evidenza) e commette pochissimi errori. La squadra di Marchiaro si porta avanti 8-6 e al secondo time out tecnico è in vantaggio 16-13. Pieragnoli prova a correre ai ripari inserendo Mabilo e Orro, ma la squadra di casa allunga fino al 21-15 e il set sembra ormai compromesso; nel finale, però, il turno di battuta di Egonu ribalta completamente il risultato, con 3 ace che consentono al Club Italia di pareggiare ai conti. Si va ai vantaggi e le ospiti riescono a strappare il successo sul 25-27.
Confermata Mabilo tra le titolari per il secondo set, mentre per Asti c’è Curiazio in regia. La gara ora è più equilibrata e il Club Italia passa in vantaggio 7-8, ma prima del secondo time out tecnico è Asti a piazzare di nuovo il break per il 16-12 con i muri di Dal Maso. Le azzurrine faticano in attacco, fermandosi al 22% di squadra, e a poco serve l’ingresso di Orro in regia: Asti resta saldamente avanti 21-16 e conduce fino al 25-21 che rimette il punteggio in parità.
Nel terzo set salgono in cattedra il muro e il servizio del Club Italia: due ace a testa per D’Odorico e Bonifacio, uno di Nicoletti e Bartesaghi. Dal 6-8 iniziale le azzurrine volano direttamente sull’8-16, malgrado i cambi operati da Marchiaro che inserisce via via Dhimitriadhi, Paternoster, Mangini e la giovanissima Ferrante. Il Club Italia allunga ulteriormente sul 13-21 e chiude 13-25.
Cambia la formazione di Asti per il quarto set: dentro Dhimitriadhi e Mangini al posto di Zannoni e M’Bra. Il parziale è equilibrato: 8-7 al primo time out tecnico, 14-16 al secondo con il Club Italia efficace in attacco grazie ad Egonu (60% nel set). L’allungo decisivo arriva ancora una volta sul servizio: Nicoletti piazza tre ace e consente alle ospiti di volare 16-21. Le azzurrine controllano, infilando anche 3 muri-punto, e vanno a chiudere l’incontro sul 19-25.

Volley DOC Asti-Club Italia 1-3 (25-27, 25-21, 13-25, 19-25)

Asti: Marini (L), Fiorio ne, Dhimitriadhi 3, Dal Maso 8, Morra (L), M’Bra 6, Brussino ne, Curiazio, Cogliandro 5, Zannoni 6, Paternoster 1, Moretto 13, Mangini 3, Ferrante 1. All. Marchiaro.
Club Italia: D’Odorico 14, Rossi ne, Gennari 5, Mabilo 11, Egonu 16, Orro, Bonifacio 12, Bartesaghi 1, Berti 1, Cappelli (L), Botarelli ne, Nicoletti 18. All. Pieragnoli.
Arbitri: Spinelli e Ponzo.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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