Seregno Calcio, secondo pareggio consecutivo in casa
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Un punto a testa tra Seregno Calcio e Lecco nel sentito confronto valevole per la settima giornata di ritorno. Non una prestazione brillante per gli Azzurri, sempre senza Cavalcante e con Magrin in panchina per i postumi della forte contusione al gemello mediale riportato sette giorni fa contro il Borgomanero.

Tra i pali c’è Dosoli, visto che Maino è alle prese con la lombalgia. Lecco con Castagna in panchina . Seregno subito pimpante in apertura: Comi vola via sulla destra e mette al centro per Marzeglia, il bomber non ci arriva e allora è Redaelli a salvare. Col passare dei minuti però cresce il Lecco, che al 13′ spreca una pregevole ripartenza con Guobadia, che a tu per tu con Dosoli si fa ipnotizzare dall’estremo difensore. Poco male per i blucelesti, che un minuto dopo passano. Corner di Mauri e incornata perentoria di Redaelli, che anticipa tutti e stampa lo 0-1. Il gol subito è un vero choc per gli Azzurri, che al 17′ rischiano di capitolare. Palla persa di Conforto e fulmineo contropiede lecchese, con Mauri che si allunga troppo il controllo e viene anticipato da Dosoli. Un minuto dopo, ecco finalmente il Seregno. Battaglino “ricama” nello stretto e serve un pallone d’oro per Marzeglia, che di testa supera Frattini, ma in posizione giudicata irregolare. Da rivedere. C’è comunque qualcosa che non va nell’undici di Sassarini, per la prima volta in vera difficoltà. Come al 25′, quando Capogna entra facilmente in area di rigore e non trova gloria personale con un bel diagonale che si spegne sul fondo.

Il match sembra incanalarsi sui binari più congeniali all’undici di Cotroneo, ma al 38′ ecco l’episodio che può spostare l’inerzia del match. Battaglino viene messo giù da Gritti, per Cipriani non ci sono dubbi. Penalty e 149° gol in carriera per il capitano, che spiazza Frattini e “rialza” il Seregno. Il primo tempo si chiude in parità, ma i fuochi d’artificio che caratterizzano i primi 45′, nella ripresa svaniscono. Mister Sassarini inserisce Vitali (poi uscito per una botta all’anca) e sposta Battaglino in mediana per dare più qualità alla manovra, ma di occasioni davvero pericolose nemmeno l’ombra. Il Lecco ci prova al 26′ con un diagonale di Guobadia – tra i più positivi – respinto bene da Dosoli (anche per lui prestazione positiva), mentre al 40′ è colossale l’occasione sciupata dai nostri ragazzi. Sulla sevntagliata di Cortinovis, Bergamini va a vuoto, ma dopo il controllo, il destro di Marzeglia non inquadra lo specchio di porta. Peccato. Il Seregno sembra avere più benzina nel finale, anche se a 20” dalla fine si trema per una furibonda mischia in area di rigore, risolta – se così si può dire… – da un tiraccio di Capogna.

Secondo pareggio consecutivo al Ferruccio per gli Azzurri, che domenica pomeriggio andranno in Veneto per la sfida contro il Legnago. Da vendicare il bruciante c’è il bruciante k.o. dell’andata.

SEREGNO – LECCO 1-1

SEREGNO (4-2-3-1): Dosoli; Lucente, Cortinovis, Di Maio, Mureno; Conforto (dal 10′ st Vitali, dal 29′ st Chiappano), Lacchini; Comi, Battaglino, Bonati (dal 10′ st Giambrone); Marzeglia. A disposizione: Boatto, Di Lauro, Angelotti, Magrin, Buongiorno, De Marinis. All. Sassarini

LECCO (4-1-4-1): Frattini; Redaelli, Bergamini, Tignonsini, Bugno; Gritti; Guobadia (dal 38′ st Cardinio), Romeo, Mauri, Martinelli (dal 34′ st Aldegani); Capogna. In panchina: De Toni, Radaelli, Aldeghi, Quaranta, Rigamonti, Rota, Castagna. All. Cotroneo

ARBITRO: Sig. Cipriani di Empoli (Sig. Parodi di Novi Ligure – Sig. Fantino di Savona)

RETI: 14′ Redaelli (L), 39′ Battaglino (S) su rigore

NOTE: Giornata mite e soleggiata, terreno di gioco in cattive condizioni. Nessun giocatore espulso, ammoniti Cortinovis (S), Tignonsini, Redaelli, Romeo, Bergamini (L). Calci d’angolo: 5-3 per il Seregno. Recupero: 1′ pt + 3′ st

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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