Csi Milano: in 57 pronti a partire per Haiti
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Avete voglia di vivere un’estate diversa? Niente villaggio turistico. Niente agriturismo. Niente mare o montagna. Cerchiamo allenatori e animatori disposti a trascorrere qualche settimana ad Haiti per far giocare ragazzi e bambini”.

Recitava così l’attacco del primo invito a tutti i soci Csi Milano di “buona volontà” intenzionati ad aderire al progetto di volontariato internazionale denominato “il Csi per Haiti”. Sono trascorse poche settimane e all’indirizzo mail indicato sono arrivate ben 57 disponibilità, di cui circa la metà da giovani del nostro comitato. La risposta è a dir poco confortante e ha superato ogni aspettativa. Un’ulteriore conferma, se ce ne fosse ancora di bisogno, della grande generosità dei nostri ragazzi e ragazze che hanno ben compreso come l’esperienza haitiana sia un atto di grande solidarietà e, nel contempo, un’occasione irripetibile di crescita personale. Con soddisfazione possiamo affermare che il progetto “il Csi per Haiti”, ormai di respiro nazionale, ha visto la luce e mosso i primi passi all’interno del nostro comitato. Cosa devono aspettarsi, ora, i potenziali volontari? Nelle settimane seguenti la scadenza del termine indicato per segnalare l’adesione (domani, 1 marzo) verranno contattati e invitati a un incontro conoscitivo di gruppo e, in seguito, a un breve corso preparatorio. Poi, a fine luglio, la partenza.

Bambini Haiti, foto sito Csi Milano
Bambini Haiti, foto sito Csi Milano

Non ci resta che espimere il nostro ringraziamento a tutti coloro che si sono resi protagonisti di una scelta così coraggiosa e non vediamo l’ora di conoscerli uno per uno. Per coloro che desiderano segnalare la disponibilità ricordiamo che devono compliare il modulo online presente sul sito del csi Milano.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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