ESCLUSIVA: intervista con Rui Costa, le impressioni del campione del mondo

Si avvicina la Parigi-Nizza, prossimo appuntamento nel quale gli appassionati di ciclismo potranno vedere in corsa la maglia iridata di Rui Costa.

Rui Costa (Foto: Bettini/ufficio stampa Lampre)
Rui Costa (Foto: Bettini/ufficio stampa Lampre)

Per il corridore portoghese, dopo un brillante avvio di stagione, è giunto il momento di focalizzare ancor di più sull’aspetto agonistico, per provare a onorare al meglio il simbolo del campione del mondo.

In tale ottica, per poter approfittare in pieno dei momenti di recupero durante la Parigi-Nizza e per venire incontro alle numerose richieste di interviste, in accordo col Team LAMPRE-MERIDA Rui Costa ha scelto di comunicare le sue impressioni e di soddisfare le curiosità dei giornalisti tramite l’intervista che segue e che sarà pubblicata in due parti sul sito internet ufficiale della squadra www.teamlampremerida.com.

Considerando che non saranno fissate interviste singole durante la corsa, l’invito è quello di usufruire di questa intervista.

LA NUOVA STAGIONE E LA NUOVA SQUADRA

1. La nuova stagione è iniziata da due mesi: quale è stato il momento migliore?

Ho sempre pensato che il meglio deve venire nel futuro…se lavoriamo duramente e se possiamo contare sulla buona salute. Quando guardo al passato, è ovvio che ricordo le belle vittorie che ho ottenuto. Ma mai penso che sia già abbastanza. Mi voglio sempre concentrare sul futuro e pensare a nuovi obiettivi. Queste riflessioni hanno contraddistinto anche i primi due mesi della stagione: ci sono stati buoni momenti…ma sono sicuro che nel futuro ce ne saranno anche di migliori.

2. Rimpiangi di non aver ottenuto successi, anche considerando che sei giunto per tre volte secondo?

No, questo non è un problema. Se diamo un’occhiata alla mie stagioni passare, nel 2013 non ho vinto fino ad Aprile e, nel 2012, ho atteso ancora più a lungo, dato che ho centrato il primo successo a giugno. E’ vero che normalmente inizio la stagione in buona forma, ma solitamente è l’estate il periodo in cui raggiungo la migliore condizione e riesco a vincere. Comunque, è ovviamente una mia prerogativa provare a vincere il prima possibile! E, devo dire, che mi sento bene e nella condizione adatta per lottare per questo obiettivo. In Algarve, per esempio, ho ottenuto tre secondi posti, dietro a corridori di caratura quali Kwiatkowski e Contador. Non è mai bello perdere, ma serve comunque avere riscontri sul fatto di essere in buona forma, ancor più considerando che i miei bersagli si concentreranno più in marzo e aprile, che non in febbraio. Va anche ricordato che abbiamo vinto in Algarve con Modolo e che la LAMPRE-MERIDA è stata la miglior squadra nella classifica per team. Ecco perché considero che il lavoro che ho svolto per la squadra e il secondo posto siano per me dei risultati molto graditi: i miei sforzi sono serviti per la vittoria di Sacha e per tutta la LAMPRE-MERIDA!

3. Ti sei unito a una nuova squadra, il gruppo di stampo italiano Team LAMPRE-MERIDA: come ti sei ambientato in questa nuova squadra? Hai apprezzato qualcosa in particolare? Cosa ti ha colpito maggiormente di una squadra italiana?

L’atmosfera che si respira nella LAMPRE-MERIDA è familiare: questo è un elemento per me fondamentale. Quando ho dovuto decidere del mio futuro, nell’estate 2013, ho scelto di firmare per la LAMPRE-MERIDA per vari motivi. Uno di questi era la cultura. E’ facile per me imparare l’italiano e parlare con i direttori sportivi, i meccanici, i massaggiatori, i compagni…Dopo due mesi, posso dire di non avere problemi di adattamento, anzi mi piace sottolineare come mi sia integrato alla perfezione nella squadra. Tutto procede per il meglio, bene così.

4. C’è un compagno che ti ha impressionato in maniera particolare?

Non riesco a sceglierne solo uno. Praticamente tutti i compagni sono per me nuovi, sono rimasto positivamente sorpreso giorno dopo giorno dalle loro qualità.

5. Perché sostieni spesso che le bici Merida sono così valide?

La risposta è semplice: perché è la verità! Merida fornisce una bici così comoda e ha una rigidità molto valida. Mi stanno supportando per valutare la mia posizione sulla bici e per cercare di migliorarla. Anche i piccoli dettagli sono molto importanti nel ciclismo professionistico e Merida è il partner perfetto per il presente e il futuro! Stiamo per coprire insieme un percorso di crescita!“.

6. Raccontaci qualcosa a riguardo dell’enorme interesse che hai ricevuto da parte dei giornalisti durante il Merida Press Camp e da parte dei tifosi portoghesi in occasione della Volta ao Algarve.

Sono rimasto sorpreso. Il Merida Press Camp è stato incredibile. Abbiamo avuto l’occasione di allenarci con i giornalisti, gli sponsor…è stata un’esperienza divertente, è importante offrire parte del nostro tempo alle persone che apprezzano il ciclismo. Se si pensa al ciclismo, uno dei valori aggiunti sui quali possiamo contare è la possibilità di offrire ai tifosi un contatto diretto. Non dobbiamo mai dimenticarlo: il ciclismo è lo sport maggiormente vicino alle persone. I tifosi possono guardare, parlare e pedalare con i loro idoli. E’ una peculiarità da preservare.

7. Come stai gestendo la pressione dei media e dei tifosi?

Non è semplice, ma la squadra mi aiuta molto, organizzando al meglio i miei appuntamenti. In aggiunta, non ho dubbi sui miei obiettivi: la priorità è sempre l’aspetto sportivo. Mi spiace non riuscire a dare sempre riscontri positivi alle persone che vogliono incontrarmi, intervistarmi, anche se è vero che bisognerebbe sempre mantenere un contatto ravvicinato con tifosi e giornalisti; però devo anche dedicare il giusto tempo all’allenamento e al riposo dopo lavori intensi, consapevole di dover onorare la maglia iridata. Per fare ciò, è necessario allenarsi molto.

News Reporter
Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.

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