ESCLUSIVO Rui Costa, lo sguardo Oltralpe: Parigi-Nizza e Tour de France
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Ecco la seconda parte dell’intervista al campione del mondo di ciclismo su strada, il portoghese della Lampre-Merida Rui Costa (clicca qui per leggere la prima parte).

Rui Costa (Foto: Bettini/Biondi foto, fornita dall'ufficio stampa Lampre-Merida)
Rui Costa (Foto: Bettini/Biondi foto, fornita dall’ufficio stampa Lampre-Merida)

PARIGI-NIZZA

8. Quali sono gli obiettivi per questa corsa?
“Non ho un bagaglio di esperienze relative alla Parigi-Nizza. In passato, sceglievo di norma di partecipare alla Tirreno-Adriatico ma, per il 2013, avevamo deciso di cambiare programma, dato che ritenevamo che la corsa francese assecondasse meglio le mie qualità.

“L’avvio era stata buono, con una prestazione di spessore nella crono individuale di apertura. Poi, però, sono caduto nella tappa seguente e mi sono dovuto ritirare. Quel ricordo non è ottimo. Comunque, cercheremo di cancellare quella esperienza nel 2014: è uno dei miei primi obiettivi e sarebbe bello avere riscontri interessanti sul mio stato di forma.”

9. Cosa ne pensi del percorso?
E’ insolito, soprattutto per l’assenza di prove contro il tempo e di arrivi in salita molto duri. Questo significa che bisognerà prestare attenzione a tutte le tappe e a ogni chilometro di ciascuna frazione.

Penso che anche questo profilo del percorso possa essere adatto per me, nell’ottica di migliorare la mia forma e la pedalata in vista delle classiche: si può quasi dire che in Francia ci attendono tante gare di un giorno in serie, piuttosto che una normale breve corsa a tappe.
Sarà sicuramente una nuova e interessante esperienza!

10. Quale potrebbe essere la tappa più adatta alle tue caratteristiche?
Non saprei. Ribadisco: tutte le tappe della Parigi-Nizza saranno molto importanti!

11. Indica tre corridori per il podio finale della corsa.
E’ necessario indicarne più di tre. Ci saranno Vincenzo Nibali, Tejay Van Garderen, Richie Porte, Carlos Betancur, Sylvain Chavanel, Tom Boonen, Simon Gerrans, Nacer Bouhanni, Lars Boom, Andy y Frank Schleck: sono tutti grandi campioni che sapranno essere pericolosi anche alla Parigi-Nizza.

12. Come è il tuo rapporto con gli appassionati francesi? Hai qualche ricordo speciale legato alle corse che hai disputato in Francia?
Mi piace molto la Francia. Se si considera la mia traiettoria professionale, non ho mai corso la Vuelta o il Giro, ma spesso il Tour de France, a partire da una prima partecipazione datata 2009: in quell’occasione, ho potuto subito comprendere perché è ritenuta la più affascinante corsa del calendario.

Ho anche ottimi ricordi. Per esempio, in carriera ho realizzato una grande prestazione al Tour de L’Avenir.
Poi, ho vinto la classifica generale della 4 Giorni di Dunkerque: un successo speciale, dato che è stato il primo che ho conquistato tra i professionisti, per lo più contro grandi nomi.

Ovviamente, non posso scordare le tappe vinte al Tour de France.

Sono tutti ricordi speciali, ottenuti con un contorno di tifosi fantastici: ringrazio tutti gli sportivi francesi per il supporto che mi hanno sempre dato.

IL RESTO DELLA STAGIONE

13. La Parigi-Nizza sarà senza cronometro e il Tour de France ne proporrà solo una. Cosa ne pensi della tendenza di Aso di ridurre le prove contro il tempo? Per te potrebbe essere un vantaggio?
Le crono individuali sono un vantaggio per i corridori potenti. Se sei in buona forma, puoi ambire ad avvicinare i tempi dei migliori specialisti. Se, al contrario, la condizione non è quella ottimale, c’è la certezza di pagare un largo tributo al cronometro.

Nel mio caso, ho sempre realizzato belle prestazioni nelle crono quando la mia forma era valida e su percorsi mossi. Per esempio, ho vinto la crono del Giro di Svizzera 2013, ma non per questo penso di poter battere Cancellara o Martin su tracciati con molta pianura.

Penso che la presenza di qualche chilometro in più di crono su un percorso mosso impegnativo avrebbe potuto essere per me un elemento positivo.

14. Al Tour ci sarà invece il pavè: cosa ne pensi? Hai mai corso sul pavè? Andrai in ricognizione sui tratti che saranno proposti alla Grande Boucle?
Ho già avuto qualche esperienza sul pavè. Certo, non la stessa che possono avere ciclisti belgi od olandesi.
Ho corso due volte gare quali la Parigi-Roubaix e il Giro delle Fiandre.
Al mio primo anno tra i pro, per esempio, ho avuto modo di gareggiare in qualcuna delle corse che presentano settori in pavè.

Non dico che siano le mie gare preferite, ma comunque riesco a trovarmi discretamente a mio agio: pensate che sono riuscito anche a raggiungere il più famoso velodromo del mondo: quello di Roubaix! Posso quindi almeno dire cosa significa portare a termine la sfida dell’Inferno del Nord.

15. Il Tour de France è l’obiettivo principale della tua stagione o ci sono altre corse che, per il 2014, ritieni altrettanto importanti?
Il Tour de France è importante, ma non è il mio unico traguardo stagionale.
Ho la piacevole incombenza di onorare la maglia iridata in tutte le corse della stagione e, principalmente, in quelle adatte alle mie qualità: gare di una settimana e qualche classica.

16. Quale sarà il tuo calendario di corse fino alla Parigi-Nizza?
Seguirò più o meno lo stesso calendario del 2013. L’idea è quella di partecipare al Giro dei Paesi Baschi, allìAmstel Gold Race, alla Freccia Vallone e alla Liegi-Bastogne-Liegi, al Giro di Romandia e al Giro di Svizzera.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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