Muffat, Pellegrini e Kis: il quarto Trofeo Città di Milano si accende

Si è conclusa la prima giornata della quarta edizione del Trofeo Città di Milano; la giornata è iniziata con i 200 sl vinti, tra le donne,  da Camille Muffat con il tempo di 1.58.27, staccando di poco Alice Mizzau, seconda con il tempo di 1.58.53.

Camille Muffat (Deepbluemedia.eu/G.Scala/Ufficio stampa)
Camille Muffat (Deepbluemedia.eu/G.Scala/Ufficio stampa)

 

La francese al termine della gara si è detta “molto contenta del risultato ottenuto, perché è un periodo che mi sto allenando molto”. Oro a Filippo Magnini tra gli uomini, con il tempo di 1.49.64 “è un buonissimo tempo – ha detto il campione pesarese – e poi gareggiare in Italia con il pubblico che ti incoraggia è sempre una bella emozione”.

Federica Pellegrini si aggiudica i 200 dorso con 2.09.56 “sono innamorata  di questo sport – ha dichiarato a fine gara – e quando si è innamorati si superano anche i momenti difficili”. Primo degli uomini Damiano Lestingi con 2.01.45.

Nei 200 farfalla, invece, si sono imposti Matteo Pellizzari con 1.59.32 e Stefania Pirozzi con 2.10.15, mentre nei 200 rana a salire sul gradino più alto del podio sono stati Francesca Fangio con 2.30.39 e Luca Pizzini con 2.13.42.

Stacca tutti Gergo Kis nei 1500 sl, al primo posto con 15.01.71, davanti a Gregorio Paltrineri  con 15.10.87. Tra le donne, ottima prestazione per Martina Rita Caramignoli 8.35.45.

Come sempre il Trofeo Città di Milano ha regalato momenti di grande spettacolo con la mascotte Crazy di New Crazy Life ed il gruppo Percussioni Industriali che hanno scandito il ritmo della prima giornata di gare.

Risultati si http://nuoto.ficr.it/tab_schedule.asp?p_Anno=2014&p_Codice=67&p_Manifestazione=6

 

Per informazioni www.nuotatorimilanesi.it e trofeo@nuotatorimilanesi.it

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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