Parigi-Nizza, 1° tappa: Wackermann 7° nella tappa delle cadute

L’importanza di avere gregari esperti e in sintonia con il capitano si apprezza ancor di più del solito quando si affrontano frazioni caratterizzate da nervosismo e da un numero esorbitante di cadute.

Nella tappa inaugurale della Parigi-Nizza (162, 5 km, partenza e arrivo a Mantes la Jolie), Rui Costa ha avuto un’ulteriore conferma di poter contare su compagni di squadra in grado di assisterlo al meglio anche nelle situazioni più complicate.

La tappa francese ha infatti registrato tantissime cadute, causate da rotonde, spartitraffico e strade strette, ma il campione del mondo è riuscito a evitare problemi grazie anche al sostegno di corridori come Bono e Oliveira.

In termini di assaggi di asfalto, è andata meno bene a Cattaneo (tre volte a terra), Serpa e Niemiec: è lo scalatore polacco l’unico ad aver riportato conseguenze fisiche, con una dolorosa contusione al polso che va ad aggiungersi ai 69″ di ritardo accusati al traguardo.

Ci ha pensato Wackermann a dare belle speranze alla LAMPRE-MERIDA nella volata che ha chiuso la tappa. Il giovane atleta italiano ha ottenuto la 7^ posizione (primo degli italiani), nello sprint vinto da Bouhanni.

Ho passato indenne tutte le cadute che hanno tempestato la corsa e sono riuscito a posizionarmi bene in vista dello sprint – ha spiegato Wackermann – Volevo ripagare la fiducia della squadra che mi ha dato la possibilità di confrontarmi in volata con i migliori spinter: quando è stata lanciata la volata, mi trovavo in terza posizione, ho provato a difendermi, il settimo posto non è male. Spero di migliorare passo dopo passo“.

ORDINE D’ARRIVO
1- Bouhanni 3h53’11”
2- Degenkolb s.t.
3- Meersman s.t.
4- Rojas s.t.
7- Wackermann s.t., 13- Favilli s.t., 32- Rui Costa s.t., 61- Oliveira s.t., 85- Serpa s.t., 142 Bono 1’09”, 145- Cattaneo s.t., 147- Niemiec s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1- Bouhanni 3h53’01”
2- Meersman 1″
3- Degenkolb 4″
4- Van Avermaet 8″
10- Wackermann 10″

News Reporter
Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.

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