Pugilato, Roberto Cammarelle pianifica un progetto per i giovani

“Un pugile non si vede dalle vittorie o dalle sconfitte, ma da come le ha ottenute. In fondo siamo la nobile arte”. Sono queste le parole coniate dal plurimedagliato mondiale e olimpico, Roberto Cammarelle, originario della Basilicata (papà Angelo di Rionero e mamma Gianna di Filiano) ma milanese di nascita, per definire l’essere “pugilatore”.

Roberto Cammarelle, foto federazione pugilistica
Roberto Cammarelle, foto federazione pugilistica

Frase che il capitano della Nazionale azzurra ha voluto inserire come “incipit” della presentazione della “Talent League of Boxing”, il campionato italiano a squadre di pugilato – targato Federazione pugilistica italiana – di cui è ideatore ed organizzatore. La TLB, che partirà nel weekend del 28-30 marzo 2014 con i match della prima giornata, è una competizione a squadre che si propone di “promuovere, organizzare e sviluppare l’attività agonistica del pugilato olimpico (Aob) su tutto il territorio nazionale, al fine di aumentare il bagaglio tecnico e l’esperienza dei boxeur che vi prenderanno parte e dar modo di scovare tra di loro nuovi campioni per il team azzurra”. “La TLB, inoltre, – ed è Cammarelle a dirlo – darà la possibilità ai partecipanti di dar prova del loro valore e, se selezionati dallo staff tecnico, di entrare nel roster dell’unica franchigia italiana presente nelle World Series Of Boxing: la D&G Italia Thunde”r. Le WSB, infatti, sono state fonte di ispirazione per Roberto Cammarelle nell’ideare la stessa Lega per team della boxe tricolore. Il campione lombardo-lucano ora è già impegnato nell’organizzazione della conferenza stampa di presentazione che avrà luogo mercoledì prossimo, 12 marzo, alle ore 12 a Roma, presso il Circolo Tennis del Foro Italico in via dei Gladiatori 31.

Articolo tratto da La Nuova del Sud, clicca qui per leggere l’articolo originale

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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