Walter Mazzarri: “Inter, super Rolando! Icardi ha talento, Ranocchia…”
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Ai microfoni di Sky Sport HD, nel dopo partita di San Siro, l’allenatore dell’Inter Walter Mazzarri.

Totalmente soddisfatto, oppure l’Inter doveva provare a chiuderla prima, quando il risultato era ancora in bilico?

Si, infatti, è l’unico neo. Come abbiamo visto nel finale, c’è sempre una situazione che ti può far perdere punti. Quindi, bisogna chiuderla, essere più convinti, più cattivi, non pensare che sei sull’1-0, devi chiuderla, pensare di essere ancora in parità e, come ho chiesto fra il primo e il secondo tempo ai giocatori, di pensare non di essere in vantaggio. In parte si è fatto, però, l’ultimo passaggio, la conclusione, un pizzico anche di sfortuna, anche la palla girata da Palacio nel secondo tempo su schema è andata sopra la traversa, una palla gol buona, quella di Hernanes. Poi, magari, nel finale, bisognava ancora di più cercare di chiuderla, perché alla fine, poi, un episodio ti può costare la partita, i tre punti.

Walter Mazzarri (photo credit: anders-h-foto via photopin cc)
Walter Mazzarri (photo credit: anders-h-foto via photopin cc)

Si parlava anche di giocatori che sono tornati in campo dopo un po’ di tempo, come Ranocchia, e della una nuova linea difensiva; si sono guadagnati la conferma per le prossime partite?

Si, si, per esempio, non l’ho visto ancora, domani facciamo allenamento e voglio fare i complimenti ad Andreolli, che è entrato in un momento caldo della partita, gli ho dato poche chance, perché ho 6 giocatori di un certo livello nel reparto difensivo. Si allena bene, è entrato in campo come se fosse un titolare e questo per me è fondamentale, perché tenere tutti i giocatori così in forma, sulla corda, è un principio di spogliatoio molto importante. Complimenti anche ai miei collaboratori, che riescono ad allenare così bene chi gioca meno.

Rolando

Rolando sta facendo qualcosa di straordinario quest’anno. Io l’ho voluto, è un giocatore che conoscevo ma, probabilmente, dandogli la continuità che gli ho dato quest’anno, perché se l’è meritata, perché non gli ho regalato nulla, sta veramente crescendo di partita in partita. Oggi l’ho spostato a sinistra, ha giocato in mezzo, se non è il migliore, è sempre uno dei migliori, con grande personalità. Aveva un cliente difficilissimo (Cerci), lui è Nagatomo se lo sono diviso bene, in alcune situazioni di uno contro uno con Cerci non è facile per nessuno. Si è comportato da grandissimo giocatore.

Icardi

Ha delle doti, è un talento, ha un ruolo ben definito e lo sta facendo bene. È chiaro che, essendo stato tanto fermo, non è al top. Giocando e allenandosi bene, non può solo che migliorare. Si vede che 90 minuti, oggi faceva alla fine un po’ fatica, ho cercato di tenerlo in campo il più possibile, proprio per fargli trovare la condizione totale. Sono convito che quando sarà al 100% sarà molto utile, come già abbiamo visto in queste partite in cui gli ho dato fiducia.

Ranocchia ha superato l’esame in vista della prossima stagione, nonostante l’arrivo di Vidic? Volete una difesa con tanti giocatori?

È un po’ presto considerare il numero di giocatori per l’anno prossimo. Intanto, Ranocchia l’avevo visto che si allenava con cattiveria dopo la chiusura del mercato. Ho fatto i complimenti ad Andreolli, ancor di più a Ranocchia che ha giocato tutti i 90 minuti senza uscire con i crampi, perché era un po’ che non giocava dall’inizio e ha fatto una grande partita, anche molto difficile, perché Immobile andava su di lui, andava sempre a cercare la profondità. Nel primo tempo è stato eccezionale anche lui. Quindi, è un grande giocatore. Sono tutti  ragazzi che stanno crescendo, che stanno bene, di volta in volta sceglierò e a fine anno vedremo cosa si deve fare, anche perché c’è da considerare dove saremo a fine anno. Se ci sono due competizioni, o tre, è un po’ diverso anche il numero della rosa e alcune valutazioni.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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