Paul “Semtex” Daley e Alenxander Surzhko contro a Oktagon 2014
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Altro match che si preannuncia spettacolare nella card di Legend 3 che si svolgerà ad Oktagon il prossimo 5 aprile 2014 sarà la sfida fra Alexander Surzhko e Paul Daley in un match con le regole della thaiboxe.

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Surzhko nasce il 5 giugno 1988 a Mosca e inizia a praticare la muay thai facendo parte del “Combat Team Gym” della capitale russa e collezionando 18 match con 14 vittorie, di cui 8 per K.O e 4 sconfitte, ma soprattutto entrando nel cuore dei fans russi per il suo atteggiamento aggressivo.

Il 20 ottobre 2012, 2012 durante il “Grand Prix Russia Open” Alexander ottiene una vittoria spettacolare contro Jamal Yusupov, mettendolo brutalmente KO. L’ ultima prestazione risale invece al 1 marzo 2014, al W 5 Gran Prix XXIV, dove batte ai punti Arturos Akopian.

Carriera molto più intensa invece per Paul Daley; fighter 31enne si dedica alle MMA e alla muay thai, e ottiene anche una cintura viola in brazilian jiu jitsu; vanta un record di 47 match nelle MMA con 34 vittorie e di 19 incontri di thaiboxe con 16 vittorie di cui ben 11 per K.O

Partecipa a Cage Warriors, Strikeforce, Bellator, EliteXC, Cage Rage, BAMMA e Shark Fights, oltre a tre edizioni dell’ UFC americana fra cui l’ ultima UFC 113 in cui perde contro il fortissimo Josh Koscheck, mentre nella muay thai raggiunge il titolo di “King of the Ring 2008”.

L’ 8 novembre 2013 a Luzhniki ha combattuto contro il fighter russo Alexander Yakovlev, perdendo ai punti con decisione unanime, mentre l’ ultima sua esibizione è stata una vittoria il 1 marzo 2014 per K.O.T contro Alexander Stetsurenko, al “Siam Warriors” che si è svolto a Cork, in Irlanda.

Vedremo quindi il 5 aprile se prevarrà la sua profonda esperienza oppure la grande voglia di affermazione di Surzhko.

Di Gianmario Girasole

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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