Ma Milano ama l’atletica? Se lo chiede l’Atletica Riccardi

Milanosportiva ha deciso di dare voce al malumore dell’atletica milanese pubblicato qui di seguito un articolo pubblicato oggi sul sito dell’Atletica Riccardi a firma Diego Sampaolo e Mario Grassi. Siamo ovviamente a disposizione di chiunque volesse replicare.

Milano è sempre meno interessata all’atletica leggera, la Regina degli Sport sempre più relegata al rango di Cenerentola degli Sport. Nei giorni scorsi il Comune di Milano ha comunicato che nel periodo tra il 26 marzo e il 21 aprile inizieranno i lavori per il rifacimento del manto erboso dell’Arena Civica Gianni Brera: per questo motivo qualsiasi attività sportiva all’interno dello storico impianto napoleonico sarà sospesa. Sarà consentito esclusivamente l’uso della palestra e degli spogliatoi.

L'Arena Civica 'Gianni Brera' di Milano (Di Blackcat, Opera propria [CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons)
L’Arena Civica ‘Gianni Brera’ di Milano (Di Blackcat, Opera propria [CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons)

Il manto erboso è da rifare a causa di due mesi di pioggia e degli allenamenti quotidiani delle squadre di calcio e di rugby e non certo per attività legate all’atletica. Questa notizia ha provocato la reazione delle società di atletica e degli atleti che temono gravi ripercussioni sull’attività nell’imminenza della stagione agonistica all’aperto ormai alle porte. Come prima incredibile risposta del Comune, di fronte alle reazioni delle sei società a nome di almeno un migliaio di atleti, dai ragazzi dei corsi ai master, si è avuta la “concessione” (forse) di potersi allenare nello spazio molto ristretto del pistino di riscaldamento vicino agli spogliatoi sempre più vetusti dello storico impianto milanese.

Praticamente un atleta a metro quadro scarso, potrebbe andar bene se facessero lezioni di joga ma chi corre con le scarpe chiodate? Se succede qualcosa nel Parco ad un tesserato si è coperti dall’assicurazione del CONI? E’ una situazione veramente incresciosa, altro che EXPO… se non riescono ad avere la lungimiranza di capire queste “piccole” cose come pensano di affrontare quelle grandi?

“Non capiamo perché noi dell’atletica dobbiamo pagare per un intervento che non riguarda la nostra attività. Non possiamo certo permetterci di mandare i piccoli dell’avviamento allo sport o i grandi del settore agonistico ad allenarsi nei parchi. All’Arena si corre, si salta, si lancia non si fa running per strada.”, ha spiegato in un comunicato stampa Sabrina Fraccaroli, Presidente di Fidal Milano.

Un problema simile si presentò due anni fa per interventi che interessarono il manto erboso. Allora si riuscì a trovare una mediazione ottenendo l’utilizzo di circa 200 metri di pista per gli allenamenti. Sempre meglio di niente ma qualcuno del Comune accampa la scusa che c’è stato 1 (e sottolineo uno) atleta non vedente che ha superato le delimitazioni e ha corso nel prato per cui preferiscono di no!!

Altro che Olimpiade, evento che Milano ha periodicamente sognato di poter organizzare in passato! Milano non è in grado nemmeno di organizzare i Campionati Regionali Indoor per la mancanza di impianti al coperto degni di tale nome, pur avendo delle squadre come la Riccardi e la Bracco (ex Camelot) vincitrici o tra le prime delle classifiche di società indoor negli ultimi anni.

E’ un problema non solo di soldi – a parte l’incremento notevole del costo delle tessere di ingresso per gli atleti agonisti, che incide in modo pesantissimo sui bilanci delle già povere Società (c’è anche chi ha quasi mille tesserati e 45 €uro per mille sono 45.000 € versati al Comune!!!) – ma anche di mancanza di cultura sportiva e diassenza totale di interesse per la Regina degli Sport sopratutto da parte del Comune di Milano. Cultura presente in altri paesi europei soprattutto nel Nord dove l’atletica viene insegnata nelle scuole e richiama migliaia di appassionati e famiglie in stadi storici che hanno saputo mantenere intatto il loro fascino.

Si parla spesso di crisi dell’atletica a Milano e in Italia ma è ingiusto dare la colpa agli atleti se poi non viene data a loro la possibilità di allenarsi in impianti all’altezza. Il rilancio dell’atletica deve passare necessariamente dalla modernizzazione degli impianti e dalla promozione di questo sport nelle scuole. Come Atletica Riccardi la chiusura del campo comporta dei gravissimi disagi anche nell’organizzazione della tradizionale manifestazione giovanile “Il ragazzo e la ragazza più veloci di Milano” giunta quest’anno alla 36a edizione, rivolta agli studenti delle Scuole Medie Inferiori di Milano e Provincia”, avendo già saputo della rinuncia da parte di molte scuole a causa della distanza notevole del Campo XXV aprile, dove si dovrebbero svolgere le due giornate delle fasi eliminatorie.

Inoltre, come segnalato dalla Fidal nazionale, l’Arena è stata indicata come Centro Federale di Eccellenza Nazionale di di specializzazione, assegnato alla gestione dell’Atletica Riccardi, con che prospettive si potrà gestire data l’assoluta ignoranza del Comune?

Un modello che Milano dovrebbe imitare è lo storico Stadio Olimpico di Stoccolma, struttura costruita in occasione dei Giochi Olimpici del 1912. L’impianto scandinavo, che ogni estate ospita il DN Galan, uno dei più famosi meeting di atletica al mondo, ricorda molto l’Arena per la costruzione in mattoni rossi e i corridoi interni che portano agli spogliatoi. La differenza con l’Arena Civica, impianto sempre più vecchio e inadeguato ai tempi, é la struttura dello stadio tenuto perfettamente con spogliatoi accoglienti e un manto erboso verdissimo nonostante il rigido clima svedese. Nel mitico impianto svedese sono stati battuti 81 record mondiali e scritte pagine indimenticabili dell’atletica mondiale, ma è un sogno pensare di vederlo adottato anche qui.

E pensare che l’Arena è stato teatro di 16 primati mondiali come quelli battuti sugli 800 metri da Rudolf Harbig e Marcello Fiasconaro rispettivamente nel 1939 e nel 1973 e di meeting internazionali da favola come la Pasqua dell’Atleta organizzata dalla Riccardi e della Notturna di Milano lanciata negli Anni 70 e 80 da Beppe Mastropasqua e rilanciata nel 1998 da Franco Angelotti ma nessuno al Comune di Milano sembra ricordarselo tanto meno l’Assessore allo Sport che non ha mai dato alcuna risposta alle richieste/proposte o alle proteste inviate via mail o con lettera, per risolvere i problemi di tutti gli impianti. Si ricordi che gli atleti, e i loro familiari, e i migliaia di tesserati hanno una memoria da elefante quando poi si tratta di votare.

News Reporter
Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.

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