Ugo Agostoni: 100 anni fa fece sua la Sanremo, ecco come viene ricordato
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Giovedì 20 marzo marzo verrà festeggiato il centesimo anniversario dalla vittoria di Ugo Agostoni alla Milano – Sanremo. Nel pomeriggio di giovedì circa 25-30 corridori in bici e look da ciclismo anno 1914 sfileranno per le vie di Lissone (Monza Brianza). L’evento si svolgerà con la regia dello Sport Club Mobili Lissone del presidente Romano Erba. La spettacolare rievocazione storica inizierà alle ore 16 e l’epicentro della manifestazione sarà nei viali tra il Municipio e la biblioteca civica. La festosa passerella dei ciclisti d’epoca sarà un’anteprima della Milano – Sanremo storica che partirà venerdì 21 marzo da Milano. La Milano-Novi Ligure sarà la prima tappa, seguita dalla Novi Ligure-Alassio di sabato 22 marzo.

photo credit: AndyCunningham via photopin cc
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La storica gara terminerà domenica 23 marzo con la Alassio-Sanremo. Domenica ci sarà anche la Milano-Sanremo “vera”, riservata ai professionisti. I ciclisti d’epoca concluderanno sul medesimo rettilineo d’arrivo della classicissima per professionisti con circa 3 ore d’anticipo. Anche gli sportivi presenti il 20 marzo a Lissone assisteranno ai preliminari di una gara ”vera”, nel senso che ogni corridore rappresenterà uno dei principali protagonisti della Sanremo vinta a Agostoni, che aveva il numero 19. E così gareggeranno Carlo Galetti, che nel 2014 arrivò secondo, il francese Charles Crupelandt, terzo. Nel gruppo ci saranno tra gli altri Luigi Ganna, che nel 1909 s’impose a Sanremo e al Giro d’Italia, Costante Girardengo, primatista di successi nella classicissima di primavera fino all’avvento di Eddy Merckx e altri corridori come Eberardo Pavesi, Giuseppe Azzini, Carlo Oriani, Angelo Gremo, Alfonso Calzolari.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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