Dopo Fiorentina-Milan, Balotelli: “Mi provocano? Perché sono forte”
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 L’attaccante del Milan Mario Balotelli ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD nel post partita di Fiorentina-Milan.

Oggi avete salvato l’allenatore, il Milan, che cosa?

Questa vittoria, prima di tutto, è dedicata alla memoria di Claudio Lippi a un anno dalla sua scomparsa. Secondo me non abbiamo salvato il posto a nessuno. Sinceramente non ho letto i giornali in questo periodo, ma non è perché perdi una, due o tre partite che le cose possono andare male. Sono andate male ma non dovevamo recuperare niente, abbiamo fatto una grande partita e basta.

Pensi che da questo momento ci sarà più serenità nello spogliatoio o intorno al Milan?

Io non ho mai sentito uno spogliatoio nervoso, qualcuno che litiga con qualcun altro. Il gruppo è fantastico, siamo sempre stati uniti, poi è normale che abbiamo avuto un po’ di tristezza perché uscire dalla Champions, non essere in Champions l’anno prossimo e forse non essere neanche in Europa è brutto. Sei il Milan e quindi tutti sentono questo, ma il gruppo è sempre stato unito, non c’è mai stato nessun tipo di litigio, niente, le stupidate di sempre.

È stato più duro fare gol o restare calmo quando ti sentivi provocato?

Penso che vengano provocati i giocatori che sono forti, quindi se non venissi provocato vorrebbe dire che non valgo niente.

Hai capito che sei importante per il Milan e anche per la Nazionale?

Voi dite che non vado neanche ai Mondiali, quindi questo è un parere vostro. Il mio parere è uno e non devo dimostrarlo.

Prandelli resta. Dove può arrivare questa Nazionale?

Io spero lontano perché siamo un bel gruppo come qui, siamo una squadra forte. A volte ci vuole anche un colpo di fortuna, ma io ci tengo tanto e come tutti in Nazionale daremo il massimo per arrivare più lontano possibile.

Vi siete dati appuntamento con Cassano per la Nazionale?

No, non parlavamo di quello.

 

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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