Itely Milano, debutto amaro con la Sieco Service
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Inizia con una sconfitta il cammino dell’Itely Milano nei quarti di finale play off UnipolSai di A2 maschile. A Ortona, la formazione meneghina ha ceduto 3-1 alla Sieco Service nella prima sfida della serie. Il risultato finale lascia un po’ l’amaro in bocca alla formazione di Maranesi, molto brava a vincere il primo parziale e altrettanto a ripartire bene nel secondo.

Troppi errori in battuta, però, hanno aiutato gli abruzzesi nella rimonta nel secondo parziale, mentre nella terza frazione in campo si è vista solo Ortona. Quarto set combattuto, con un ritorno importante nell’Itely nel finale, ma ai vantaggi il braccio di ferro ha premiato la squadra di Lanci.

LA PARTITA – Dopo gli applausi e l’abbraccio ideale del palazzetto a Federica Lisi, moglie dell’indimenticato Vigor Bovolenta, si parte. Ortona schiera la diagonale Lanci-Cetrullo, oltre all’asse di posto quattro Galliani-Bruno, ai centrali Sborgia e Simoni e al libero Zito. Dal canto suo, Maranesi disegna la sua Itely con Mattera in palleggio, Bencz opposto, Sirri e Jakovljevic in posto quattro, Giglioli e Valsecchi al centro e i liberi Cerbo e Seregni ad alternarsi tra ricezione e difesa.

Milano parte meglio (3-0), poi Ortona recupera con il muro di Simoni (6-7) e con l’ace di Galliani (9-9). I meneghini non si perdono d’animo e mettono la freccia sul turno in battuta di Valsecchi (12-15). La Sieco Service si affida nuovamente al muro di Simoni per recuperare terreno (15-16), ma l’Itely è implacabile e scappa sul 20-16 con il muro di Bencz. Time out locale, poi i lombardi sprecano con Jakovljevic e Bencz (attacchi out): 22-19 e sosta ordinata da Maranesi. Si ritorna in campo e l’Itely non sbaglia più: 25-21.

Dopo il cambio di campo, Milano riparte di slancio ancora con i servizi di Valsecchi (2-5 con muro di Mattera su Cetrullo). Time out Lanci, Ortona si riavvicina sfruttando l’attacco out di Sirri (5-6) e pareggia a quota nove con il contrattacco di Cetrullo. Prima della sosta, la Sieco Service trova il break per il 12-10 a firma di Sborgia che stoppa un tocco sottorete di Mattera.

Bencz scuote i suoi, ma Jakovljevic sbaglia il contrattacco del possibile 13-13. L’Itely è vicina, ma gli errori in battuta (a fine set saranno ben otto) non permettono l’aggancio. Così Ortona ne approfitta per firmare il +3 con il muro di Sborgia su Valsecchi (18-15). Time out Maranesi, ma la svolta non arriva. Gli abruzzesi alzano il muro (22-18), l’Itely ha un sussulto d’orgoglio che permette il pareggio a quota 23, poi decidono l’attacco vincente di Cetrullo e il muro di Simoni su Valsecchi: 25-23 e un set pari.

La doccia fredda gela Milano, in difficoltà in avvio di terzo parziale (4-1). I padroni di casa spingono in battuta e trovano un ulteriore allungo (9-4). L’Itely è alle corde, mentre la squadra di Lanci si esalta e si asciuga sul +7 (12-5). Maranesi inserisce Rigoni per Sirri per tentare di dar maggior solidità alla ricezione, poi manda in campo Jakovljevic per Bertoli, ma è sempre Ortona in cattedra (15-5) e così la squadra di Lanci chiude agevolmente 25-15.

La quarta frazione si apre con l’Itely che prova a scacciare i fantasmi (2-6, muri di Sirri e Bencz). Coach Lanci ferma il gioco, poi la sua squadra reagisce bene (5-6 con Galliani). Il clima si infiamma per una decisione arbitrale contestata dal palazzetto abruzzese, Bencz firma l’ace del 10-8 lombardo, poi attacca out regalando ai locali il 12-12.

Galliani contrattacca per il 14-13, che convince Maranesi a chiamare time out. Lo stesso schiacciatore è protagonista in battuta per il 19-17 chiuso da Simoni. Rientra Sirri, che però sparacchia malamente out per il 21-18. Nuovo time out Itely e dopo diversi tentativi il minibreak arriva con Bencz (23-22). Sosta ordinata da Ortona, Cetrullo firma il 24, Bencz il 23 meneghino, che diventa 24 per l’out di Cetrullo. La Sieco Service trova un provvidenziale muro, poi Bencz attacca fuori in diagonale per il definitivo 26-24 locale.

LE DICHIARAZIONI POST-GARA:


Marco Maranesi (tecnico Itely Milano): 

“Abbiamo un grande rammarico per il secondo set, dove Ortona era in difficoltà e dove noi l’abbiamo a dir poco aiutata sbagliando otto battute, di cui 5-6 salto-float. Questa è stata la chiave della partita, per il resto tutto sommato ce la siamo giocata alla pari. Ortona si conferma nostra bestia nera? Sì, come noi confermiamo di avere scarsa continuità al servizio. Per quanto riguarda gara2, ormai ci conosciamo e credo che la battaglia sia ancora lunga”.

Leano Cetrullo (opposto Sieco Service Ortona): 

“Milano si è confermata un’ottima squadra, ma noi siamo stati bravi in tutti i fondamentali e soprattutto a non mollare: il gruppo si è fatto sentire. Nel secondo set abbiamo recuperato, mostrando carattere. Mercoledì ci sarà gara 2 a Milano e andremo là per vincere”.

MERCOLEDI GARA 2 AL PAVESI – La seconda sfida dei quarti di finale play off serie A2 UnipolSai è in programma mercoledì 2 aprile alle 20,30 al Pavesi di via De Lemene 3 a Milano, con eventuale “belladomenica 6 aprile alle 18 a Ortona.

SIECO SERVICE ORTONA-ITELY MILANO 3-1
(21-25, 25-23, 25-15, 26-24)
SIECO SERVICE ORTONA: Cetrullo 17, Galliani 18, Simoni 10, Lanci A. 2, Bruno 11, Sborgia 8, Zito (L), Di Meo, Matricardi. N.e.: Guidone, Gemmi, Pappadà, Orsini. All.: Lanci N.
ITELY MILANO: Sirri 8, Giglioli 5, Bencz 29, Jakovljevic 11, Valsecchi 5, Mattera 3, Cerbo (L), Seregni (L), Rigoni, Bertoli 2, Di Felice. N.e.: Daolio, Tescaro. All.: Maranesi
ARBITRI: Antonio Longo di Grosseto e Massimo Montanari di Ravenna
NOTE: Durata set: 23′, 23′, 21′, 28′ per un totale di 1 ora e 35 minuti di gioco
Sieco Service Ortona: battute sbagliate 18, ace 3, ricezione positiva 51 per cento, attacco 53 per cento, muri 12, errori 24
Itely Milano: battute sbagliate 15, ace 3, ricezione positiva 50 per cento, attacco 52 per cento, muri 7, errori 31

Luca Ziliani

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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