Selecao Libertas Calcetto Juniores, la sveglia arriva troppo tardi
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La Seleçao Libertas Calcetto Juniores decimata e reduce da una buona prestazione contro il Lecco si ripete almeno parzialmente.

Parzialmente perchè il primo tempo è da buttare infatti si chiude sul 4-0 per i padroni di casa. Seleçao senza cattiveria e che non sfrutta le poche ma nitide occasioni create, al contrario del Cometa che è cinico e non sbaglia nulla; nonostante ciò i padroni di casa non sembrano troppo superiori ai canarini come invece la classifica fa pensare.

Inizia il secondo tempo e si vede finalmente la Seleçao vera, giocano tutti bene e quindi la partita viene rimessa in piedi con grinta e voglia di fare. Un gol dopo l’altro: prima Galindo che sveglia i suoi, poi Perosa, quindi un autogol che porta il risultato sul 6-3 e incendia la partita.

Boulamanee segna un bel gol dopo una gran tocco d’esterno di Menghini che spalanca la porta alla boa sestese che non sbaglia. Bovio infine porta a “meno 1” la Seleçao, ma il Cometa tiene botta e sul finale segna una punizione  che di fatto chiude la partita.

Il parziale del secondo tempo è di 3-5, ciò significa che se la Seleçao avesse avuto un rendimento costante per tutta la partita i 3 punti non sarebbero stati così irraggiungibili. Bisogna continuare su questi ritmi e forse contro il Toniolo, che ormai non ha niente da dire al campionato, i giallo-verdi possono fare l’impresa.

Prossimo appuntamento, sabato 5 aprile al Centro Sportivo di via delle Rose a Cinisello, contro il Comelt Toniolo Milano.

Calcio a 5 – FIGC Juniores, venticinquesima giornata
Cometa-Seleçao Libertas Calcetto 7-5 (primo tempo 4-0)
Seleçao Libertas Calcetto: Brocchieri, Suffada, Galindo, Bovio, Menghini, Boulaamane, Perosa. All.: Grotti-Brenna
Marcatori Seleçao: Perosa 2, Boulaamane 1, Galindo 1, Bovio 1.

 

 

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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