Saugella Team Monza: il sogno A1 sfuma a Santa Croce sull’Arno

E’ il Bisonte San Casciano a salire sul podio e a raggiungere Montichiari in A1, mentre per il Saugella Team Monza, oltre alle lacrime e all’inevitabile rammarico, resta la consapevolezza di aver giocato un’ottima stagione, nonostante le mille difficoltà, e di aver giocato alla pari, almeno nelle prime due gare, contro la squadra che ha concluso al secondo posto la regular season. Un Bisonte che nella sera decisiva ha trovato una Koleva in grande spolvero difficilmente contenibile, ben supportata dalle altre due laterali, Lotti e Pietrelli, e dall’inossidabile Mastrodicasa.

Foto da verovolley.it
Foto da verovolley.it

Nessuna novità negli starting seven: Balboni-Aricò, Bruno-Facchinetti, Bonetti-Viganò, Bisconti; per San Casciano: Vingaretti-Koleva, Mastrodicasa-Giovannelli, Lotti-Pietrelli, Parrocchiale.

1° set – Inizio all’insegna dell’equilibrio, primo minibreak marchiato Lotti (9-7), leggero calo per Monza, che perde lucidità e perde un altro paio di punti all’interruzione obbligatoria (12-8). Il lungolinea di Koleva per il 15-10 costringe Mazzola a spendere il primo time out, seguito subito dal secondo (17-10), ma San Casciano amministra comodamente il vantaggio fino al 25-14.

2° set – Inizio dirompente della Saugella (0-5, time out Vannini), ma San Casciano piano piano ricuce lo strappo e impatta sull’11 con Koleva; al time out tecnico Monza è avanti di misura (11-12), ma Il Bisonte mette la freccia e sorpassa, sfruttando il turno in battuta di Koleva, Mazzola interrompe sul 16-13 prima, e sul 19-15 poi. Nuovo allungo di San Casciano con Lotti in battuta, Viganò e Facchinetti provano a ricucire, ma ormai le toscane sono lontane (25-18).

3° set – Monza va in affanno sul turno in battuta di Koleva (5-2, time out Mazzola), Monza rimane attaccata (11-10), ma Pietrelli manda le squadre a bordo campo (12-10). Nuovo allungo trainato dalla battuta dell’opposto di San Casciano, Mazzola prova ad interrompere la striscia delle toscane (14-11), ma l’inerzia del gioco rimane saldamente nelle mani delle toscane. Aricò guida il tardivo recupero monzese, ma i provvidenziali time out di Vannini portano alla vittoria finale e alla promozione de Il Bisonte in A1 (25-23).

Coach Enrico Mazzola: Al di là del rammarico del momento, che deve essere superato per essere lucidi, bisogna fare la disamina di una stagione giocata al massimo delle nostre possibilità, con tutte le difficoltà dovute a infortuni e problematiche di alcuni giocatori. La ritengo una stagione estremamente positiva: dalla sconfitta di Vicenza in poi è stata giocata tutta d’un fiato, ogni partita per noi era diventato obbligatorio vincere, fino a questa finale. La squadra non va certo giudicata per la sconfitta di questa sera, che non può cancellare un’intera stagione fantastica: il gruppo delle ragazze e tutto il mio staff hanno lavorato bene e i frutti del finale di stagione sono nati dal lavoro proficuo di tutti. Non vogliamo certo crearci un alibi, ma il risultato di domenica scorsa è stato influenzato da alcune sviste arbitrali, l’esito avrebbe potuto essere ben diverso. Comunque nessun rammarico, sono contento di dove siamo arrivati“.

Il DS Christian Merati concorda in pieno con le parole del primo allenatore: “Aggiungo solo che sono orgoglioso e fiero di questo gruppo e di quanto ha fatto in questa stagione particolare, piena di problematiche e infortuni. A Soverato, e anche contro Il Bisonte nelle prime due gare, abbiamo dimostrato le qualità caratteriali della squadra; voglio ringraziare le ragazze e tutto lo staff per la stagione fantastica che abbiamo vissuto“.

Il tabellino dell’incontro:

Il Bisonte San Casciano: Lotti 8, Giovannelli 6, Koleva 19, Pietrelli 14, Mastrodicasa 7, Vingaretti, Parrocchiale (L); ne: Focosi, Villani, Savelli. All. Vannini e Gentile.

Saugella Team Monza: Bonetti 9, Facchinetti 5, Aricò 8, Viganò (K) 9, Bruno 7, Balboni 1, Bisconti (L), Nomikou, Saveriano; ne: Rinaldi, Garbet, Pastrenge. All Mazzola, Keller e Parigi.

News Reporter
Amo lo sport e la tecnologia, da sempre provo a combinarli e farne un lavoro. Sono cresciuto col mito degli Azzurri del 1982, di Paolo Rossi e Platini. John McEnroe, Katarina Witt e la pallavolo mi hanno però fatto scoprire quanto siano belli tutti gli sport.

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