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In un solo week-end un progresso di 1”73 e la nuova MPI Allieve. A Baku, nei Trials Europei dei Giochi Olimpici Giovanili, Ilaria Verderio (Pro Sesto) va oltre l’immaginabile: arrivata in Azerbaigian con un PB da 55.59, scesa in batteria a 54.57, in finale corre in un clamoroso 53.86, chiudendo al secondo posto e centrando uno dei pass olimpici riservati ai 400 piani femminili. L’atleta allenata da Paolo Prestipino, 16 anni compiuti da neppure due mesi e quindi al primo anno di categoria, è nella storia dell’atletica italiana: dopo quasi 33 anni cancella infatti la MPI Allieve di Nevia Pistrino (54.23 il 5 luglio 1981 a Bodo) con una “spallata” 37/100 di progresso.

Ilaria Verderio (Foto di Giancarlo Colombo/FIDAL)

Per l’atleta di Trezzano Rosa, cresciuta nell’Atletica Gessate, si tratta della quinta MPI realizzata in carriera dopo quelle ottenute sui 300 ostacoli Cadette a Mariano Comense il 23 settembre 2012, sulla 4×200 indoor Allieve con le compagne di club il 16 febbraio 2014, sulla 4×200 indoor Juniores con la Nazionale il 1° marzo 2014 e sui 500 Allieve il 24 aprile 2014.

Dopo due esperienze non troppo fortunate ai tricolori Cadette (caduta in batteria nei 300 ostacoli nel 2012, argento da acciaccata e per pochi centesimi alle spalle della futura compagna di club Sofia Bonicalza nei 300 piani nel 2013), Ilaria si è “sbloccata” vincendo il titolo tricolore Allieve dei 200 indoor ad Ancona («Ora, finalmente, una medaglia d’oro!”» aveva dichiarato subito dopo la gara): da lì è stato un crescendo rossiniano anche dal punto di vista cronometrico, fino ad arrivare a un 400 da 53.86 che solo sei mesi fa era difficile da immaginare e a una graduatoria nazionale Assoluta 2014 che oggi la vede alle spalle solo di Grenot e Bonfanti.

Fonte: Fidal Lombardia.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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