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Sulla salita finale della 2^tappa del Criterium del Delfinato, il Col de Béal, la corsa si è infiammata sotto la fitta cadenza di pedalata di Froome.

La frazione, 156 km con partenza da Tarare e arrivo in salita sul Col de Béal, era stata condotta da 5 fuggitivi, ripresi sull’ascesa finale, 13,6 km di lunghezza al 6,6 % di pendenza media.

Kristijan Durasek (foto da: teamlampremerida.com)

 

Il vincitore del Tour de France 2013 ha sgretolato il gruppo, andando poi a precedere Contador, Kelderman (4″) e Van Den Broeck (10″).
Buona la prova di Durasek (foto archivio Bettini), con la testa della corsa fino a 5 km dal traguardo: lo scalatore croato, nel momento in cui si è innalzato il ritmo, ha saputo gestire le proprie energie, limitando così il divario da Froome a 1’27” e guadagnando il 18° posto.

Ancora segnali validi per il futuro da parte del giovane Valerio Conti, 29° a 2’33” dal vincitore.

Durasek occupa il 18° posto anche nella graduatoria generale, con un ritardo di 2’32” da Froome; Conti è 29° (+3’24”).

“Giudico come buona la prestazione di oggi, considerando che sono al rientro dopo un periodo di allenamenti e che affrontavo per la prima volta, dopo alcune settimana, una tappa dall’altimetria impegnativa – ha spiegato Durasek – Ho tenuto bene il passo nel primo tratto della salita finale, poi mi sono accorto che stavo faticando a cambiare il ritmo: devo migliorare proprio nel cambio di andatura, per il resto ho avuto buone sensazioni”.

ORDINE D’ARRIVO
1- Froome 4h21’41”
2- Contador s.t.
3- Kelderman 4″
4- Van Den Broeck 10″
18- Durasek 1’27”
29- Conti 2’33”
40- Anacona 4’15”, 122- Pozzato 18’41”, 140- Cunego s.t., 143- Favilli s.t., 160- Wackermann 20’09”, 163- Cimolai 20’43”

CLASSIFICA GENERALE
1- Froome 4h37’44”
2- Contador 12″
3- Kelderman 21″
4- Talansky 33″
18- Durasek 2’32”
29- Conti 3’24”

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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