Master della Brianza: dominio rosa per Pozzoli, classifica maschile stravolta
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Premiazioni ad Arcore: da sinistra, la finalista Emanuela Ronchi, la vincitrice Patrizia Pozzoli, il finalista Davide Matranga, il vincitore Stefano Diotti e il semifinalista Alberto Carminati (foto da: Ufficio Stampa Master della Brianza)
Premiazioni ad Arcore: da sinistra, la finalista Emanuela Ronchi, la vincitrice Patrizia Pozzoli, il finalista Davide Matranga, il vincitore Stefano Diotti e il semifinalista Alberto Carminati (foto da: Ufficio Stampa Master della Brianza)

 

Al giro di boa, succede di tutto. Gli scossoni, in questa fase centrale del 34° Master della Brianza – circuito riservato a giocatori e giocatrici di Quarta Categoria – arrivano sia dal campo e che da fuori. Da una parte, quella in rosa, la tappa del Tc Arcore sancisce la superiorità di Patrizia Pozzoli, del Tc Cantù, capace di fare terra bruciata e aggiudicarsi il terzo titolo del 2014.

La brianzola, che grazie ai successi di questi mesi è passata dall’essere 4.3 a 4.1 nelle classifiche nazionali Fit, si è aggiudicata tre delle cinque tappe femminili fin qui disputate. E sono proprio le nuove graduatorie federali, quelle aggiornate a metà anno, a stravolgere il ranking del Master della Brianza, almeno in campo maschile.

Tre dei meglio piazzati sono stati “promossi” a 3.1, facendo un grande salto personale ma perdendo di fatto il diritto di giocare future tappe del circuito, compresa quella conclusiva di fine settembre. E così Emiliano Ghisi, Luigi Galmozzi e Alberto Carminati escono dai giochi, lasciando spazio ad Andrea Sironi – neo capolista -, Stefano Guglieri, Stefano Diotti e Davide Matranga.

E proprio gli ultimi due arrivano nelle zone alte di slancio, sfruttando i risultati della tappa maschile di Arcore, che li ha visti affrontarsi nell’atto conclusivo, a caccia dei 20 punti riservati al vincitore. Alla fine, a spuntarla, è stato proprio Stefano Diotti, 4.1 tesserato per il Ct Giussano.

Con la coppa il vincitore Diotti in compagnia (da sinistra) del presidente del Tc Arcore Confalonieri, dell'assessore del comune di Arcore Palma e dell'anima del Master Gerosa (foto da: Ufficio Stampa Master della Brianza)
Con la coppa il vincitore Diotti in compagnia (da sinistra) del presidente del Tc Arcore Confalonieri, dell’assessore del comune di Arcore Palma e dell’anima del Master Gerosa (foto da: Ufficio Stampa Master della Brianza)

 

La tappa del Tc Arcore ha segnato lo spartiacque della stagione. Quinta tappa su dieci, per le donne, e sesta su dodici per gli uomini. Le ostilità, nel circolo che da quattro anni è anima e macchina organizzatrice del Master della Brianza, si sono chiuse nel primo week-end di luglio.

“Abbiamo chiuso con una bella giornata di sole – ha detto Marco Gerosa, vice-presidente del club brianzolo – e ce lo siamo meritato, perché per tutto il torneo abbiamo avuto pioggia e brutto tempo”.

Prima è stata la volta della finale femminile, con Patrizia Pozzoli a lottare per un set e a dilagare nel secondo (6-4 6-1) su Emanuela Ronchi, brava a superare il tabellone iniziale, al quale è stata costretta dalla sua classifica di 4.Nc, per le vecchie graduatorie, e 4.4 per le nuove.

Altra vittoria piuttosto netta, e comunque senza bisogno di ricorrere al terzo parziale, quella di Stefano Diotti, che l’ha spuntata per 6-2 6-3 su Davide Matranga, altro 4.1 tesserato per La Dominante Monza. Se nel circuito femminile, un vantaggio è andato consolidandosi, nella competizione maschile le carte si sono del tutto mischiate e le prossime tappe saranno utilissime per delineare i nuovi equilibri.

E per farlo si torna subito in campo, con il calendario maschile che prevede la settima tappa sul rosso del Ct Giussano (già in corso) e quello femminile che spedisce tutte a Villasanta. E a stretto giro, sempre per la gara in rosa, appuntamento pure a Desio, a partire da lunedì 7 luglio. È l’estate calda, anzi caldissima, del Master della Brianza.

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Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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