Olimpia Milano: Eurolega, nessuno come Livio Proli
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Eccezionale riconoscimento per il presidente dell’Olimpia Milano, Livio Proli: l’Eurolega ha appena annunciato la sua vittoria come executive dell’anno per la stagione 2013/14. Il premio per il miglior dirigente è intitolato all’ex manager della Virtus Bologna e della Legabasket, Gianluigi Porelli. Il premio ha un significato notevole perché viene attribuito attraverso i voti espressi dagli altri manager dei club di Eurolega.

Livio Proli, foto sito Olimpia Milano
Livio Proli, foto sito Olimpia Milano

49 anni, presidente dell’Olimpia Milano dall’estate del 2008 dopo quattro anni nel consiglio di amministrazione del club in rappresentanza dello sponsor Armani Jeans, Livio Proli ha condotto il club milanese ad una stagione straordinaria di risultati ottenuti dentro e fuori del campo. In campo, l’EA7 Emporio Armani ha raggiunto i quarti di finale per la prima volta dal 1997, perdendo solo contro i futuri campioni d’Europa del Maccabi Tel-Aviv; ha vinto anche otto partite consecutive nelle Top 16 e finito l’anno con un bilancio di 12-2 in casa; Keith Langford, oltre a vincere il titolo di capocannoniere, è stato incluso nel primo quintetto della stagione; Coach Luca Banchi è finito secondo come allenatore dell’anno dopo David Blatt. Fuori del campo, l’Olimpia ha sbriciolato ogni record di pubblico, con quattro esauriti e una media di circa 8700 spettatori che ha più che raddoppiato quella della stagione precedente e l’Eurolega ha riconosciuto al club il diritto di possedere una licenza di partecipazione permanente. In questa stagione, sotto Livio Proli, l’Olimpia ha giocato la sua quarta finale scudetto italiana, vincendola.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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