Luci in Bici: di notte per le strade di Milano, si chiude con il concerto
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A Milano giovedì 10 luglio, alle ore 20, CBM Italia Onlus insieme al Comune di Milano promuove l’evento LUCI IN BICI, la manifestazione notturna in bicicletta che illumina le vie del centro storico per portare un messaggio universale: insieme possiamo portare la luce nella vita di migliaia di bambini ciechi in Africa. Quest’anno il percorso di LUCI IN BICI partirà dal Planetario dei Giardini Pubblici Montanelli, con ritrovo alle ore 20.00 e culminerà alle ore 22 in Piazza Castello con concerto finale dei Têtes de Bois che, approdati per la prima volta a Milano, si esibiranno su un eco palco alimentato da 128 biciclette scelte tra quelle dei partecipanti a LUCI IN BICI.

Luci in Bici a Milano
Luci in Bici a Milano

Chiunque partecipa a LUCI IN BICI sostiene il lavoro degli operatori di CBM in Africa per ridare la vista ai bambini ciechi. Sono migliaia le persone che vivono in zone rurali lontane dai centri urbani e quindi non possono essere curate negli ospedali e nei presidi sanitari. Con un mezzo semplice come la bicicletta, gli operatori CBM possono arrivare nei villaggi che non possono raggiungere con gli altri mezzi di trasporto per individuare i bambini ciechi e con disabilità, che senza di loro sarebbero destinati alla disabilità. Dopo la pedalata, una giuria d’eccezione, che seguirà i partecipanti durante il percorso, decreterà il vincitore del “special light contest”: chi si distinguerà per la bici illuminata in modo più originale, infatti, si aggiudicherà una bicicletta donata da Cicli Lombardo, partner dell’evento. Durante il concerto dei Tetes de Bois saranno resi noti in diretta i risultati raggiunti grazie alla raccolta fondi dei partecipanti per ridare la vista ai bambini in Africa. PER ISCRIZIONI A LUCI IN BICI: www.luciinbici.org

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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