Powervolley Milano: Andrea Galaverna, la strada porta a Segrate

Un acquisto che guarda avanti. Powervolley Milano non è solo concentrata sul presente che vedrà la formazione meneghina ai nastri di partenza dell’A1 maschile Superlega UnipolSai. La società milanese, infatti, ha messo a segno un colpo di mercato per il futuro ingaggiando Andrea Galaverna, schiacciatore classe 1994 proveniente dalla Caffè Aiello Corigliano (A2). Il talentuoso martello, alto un metro e 95 e  nato e cresciuto a Cuneo, verrà girato in prestito in B1 al Volley Segrate 1978, per il quale rappresenta il primo volto nuovo della formazione in corso di allestimento. Lo stretto rapporto di collaborazione tra Powervolley Milano e Volley Segrate 1978 continua dunque a dar frutti concreti: dopo la promozione in A1 con la maglia meneghina di Alessandro Preti, cresciuto proprio a Segrate, arriva ora un’altra operazione, mirata a far maturare un altro talento del volley italiano. 

(foto da: Ufficio Stampa Powervolley)
(foto da: Ufficio Stampa Powervolley)

“Sono molto contento – sono le parole di Galaverna – di aver fatto questa scelta anche perché so che a Segrate c’è una grande cultura pallavolistica, il pubblico è molto presente e caloroso e ci darà un grande stimolo. Mi piace questo progetto improntato sui giovani e sono certo che faremo bene con un bel gruppo. Inoltre questa collaborazione con Powervolley Milano mi dà ancora più determinazione a far bene per gli anni che verranno. Società serie che lavorano bene sono un ottimo palcoscenico per metterci in mostra e migliorare. Sarà una stagione lunga perché il campionato di B1 sta crescendo molto anno dopo anno e so che con la giusta motivazione e voglia di lavorare riusciremo a portarci a casa ottime soddisfazioni”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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