Marco Aurelio Fontana: soltanto 9° nella sfida tricolore
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(foto da: Ufficio Stampa Marco Aurelio Fontana)

 

Una giornata storta capita a tutti, ma se accade in occasione di un appuntamento importante e al favorito numero uno la debacle fa più scalpore e merita un’analisi adeguata. Al rientro alle corse Marco Aurelio Fontana nutriva grandi ambizioni per la sfida tricolore, nella quale invece oggi non è riuscito a esprimersi come sperava.

Al Parco Piuma di Gorizia la gara si è rivelata fin dal primo giro molto dura per il gran caldo e il ritmo imposto dai ragazzi del GS Forestale, come ogni anno in superiorità numerica rispetto al Prorider. Alla fine a laurearsi Campione Italiano XCO è stato l’atleta di casa Luca Braidot mentre Fontana, dopo quattro tornate delle sei in programma passate ad inseguire il giovane friulano, negli ultimi due giri ha ceduto ai rivali alcune posizioni capendo di non poter ormai più lottare per il titolo.

Il Prorider, molto deluso per il risultato odierno (9° a 5’32” dal vincitore), spiega così la sua prestazione:

«La top ten non mi basta. Puntavo alla maglia tricolore, a cui sono molto legato, quindi non posso essere soddisfatto per un piazzamento di rincalzo. Purtroppo oggi ho sofferto molto, non riuscivo a fare i tempi che avevo in testa e a tenere il mio ritmo abituale. Mi spiace tanto per i miei tifosi che sono venuti in massa fino a Gorizia per supportarmi. Ci tengo a fare i complimenti ai gemelli Braidot. Ora dovrò cambiare subito marcia perchè mi aspetta un mese impegnativo durante il quale non sono più ammessi sbagli».

Da domani il portacolori della Cannondale Factory Racing focalizzerà la propria attenzione sui prossimi impegni in campo internazionale, a partire dalla quinta prova di Coppa del Mondo a Mount Saint Anne, Canada, il prossimo 3 agosto.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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