Lutto nel Milano Baseball: all’età di 54 anni ci lascia George Dummar
(foto da: Elia Pagnoni)
(foto da: Elia Pagnoni)

 

Un’altra triste notizia ci è arrivata oggi dall’America: ci ha lasciati George Dummar, “Big G” per chi l’ha conosciuto da vicino. Stroncato da un male incurabile con cui lottava da molti mesi, se n’è andato ad appena 54 anni.

George Dummar, per chi non l’avesse mai visto giocare, nato il 31 gennaio 1960, è stato uno dei più grandi (in tutti i sensi) americani della storia del Milano. Arrivò in Italia quasi per caso, nel 1983, al posto dello straniero più atteso di quella stagione, Steve Bianchi, un ex pro dal notevole passato che però si presentò a Milano col braccio cotto.

In quella squadra targata Olivieri c’era però un altro straniero indimenticabile, Ken Spears, che al momento del “taglio” di Bianchi suggerì il nome di Dummar, un ragazzo che aveva giocato con lui negli anni precedenti alla Sacre Hearth University del Connecticut ed era poi approdato tra i professionisti giocando con i Baltimora Orioles in Singolo e Doppio A.

Sbarcò così a Milano in fretta e furia questo ragazzone biondo di quasi due metri, una vera e propria montagna che oltre a lanciare poteva giocare in prima base e soprattutto sapeva farsi valere con la mazza.

Con l’arrivo di Big G, quel Milano partito ad handicap (tre sconfitte in casa col Castenaso alla prima di campionato) riusce subito ad invertire la rotta. Dummar si presenta al Kennedy sparando un fuoricampo sulle tribune del tennis a Paolo Cherubini in una partita persa 6-3 col Parma e fa vedere subito di che pasta è fatto.

Sette giorni dopo si ripete a Rimini su Ceccaroli, 3 su 4 in battuta con un altro homer, e questa volta il Milano vince una partita che segnerà la svolta nella rincorsa ai playoff. Il suo capolavoro arriva però nella partita decisiva, il derby con il Bollate, in cui George guida il Milano alla vittoria per 3-0 lanciando una one-hit, toccato solo dal grande Bob Roman al nono inning.

Ma è la stagione successivo a consacrare Dummar, soprattutto come fortissimo battitore, anche perché nell’84, con lo sponsor Cei, il Milano guidato da Carlo Passarotto riesce ad assemblare una squadra di tutto rispetto che alla fine si piazzerà quinta lottando con le grandi tradizionali, contando su un poker di stranieri di spessore come Dummar, appunto, Spears, Di Marco e Mitchell, quattro veri jolly, tutti e quattro utilizzabili anche sul monte.

In quella stagione Dummar è forse meno decisivo come pitcher ma è devastante con la mazza, arrivando a mettere a segno 19 homer stagionali e arrivando a un soffio dal record del Milano stabilito da Frank Bonfonte dieci anni prima con 21, record che dura ancora oggi.

In due stagioni a Milano Big G chiude comunque con il bel bottino di 31 fuoricampo, che lo pongono al quarto posto assoluto tra gli specialisti rossoblù di tutti i tempi, dopo Bianchi (49), Gandini (48) e Cavazzano (39). Un dato che da solo vale il grande ricordo che abbiamo di questo campione, che poi andrà a concludere la sua avventura italiana con una stagione nel Santarcangelo.

Di Dummar ci resterà sempre la memoria di un ragazzo solare, della sua grande potenza, di uno che non si tirava mai indietro. Un ragazzo che forse nella sua carriera italiana avrebbe meritato anche di giocare in squadre da scudetto. Ma con i suoi homer, anche quel Milano dell’84, per un anno, visse ancora una stagione da big. Al Kennedy, qualche tifoso aveva messo un cartello sulle tribune del tennis: “Big G cacciala qui”. E George riusciva spesso ad accontentarlo. Entrando per sempre nella storia del Milano.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi