Powervolley – Friedrichshafen: un pari che soddisfa, ora è la volta dell’Austria
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Una brillante Powervolley Revivre Milano tiene testa al Friedrichshafen nell’allenamento congiunto disputato oggi pomeriggio al Centro Pavesi di via De Lemene.

La partita informale contro i tedeschi si è conclusa in parità: due set a due, con i meneghini capaci di conquistare il primo e il terzo parziale e con gli ospiti che hanno risposto nella seconda e nella quarta frazione. Nell’occasione, il tecnico della Revivre Milano ha potuto schierare i quattordici elementi a disposizione, ricevendo ottime risposte collettive.

Ogni giocatore schierato, infatti, ha ben figurato e nel complesso la squadra si è ben comportata nei vari fondamentali, sbagliando poco e tenendo testa al Friedrichshafen. Non a caso, a fine test il tecnico Marco Maranesi non ha nascosto la propria soddisfazione per la prestazione della squadra.

(foto da: Ufficio Stampa Powervolley)
(foto da: Ufficio Stampa Powervolley)

 

LA PARTITA – I meneghini iniziano con Mattera in regia, Bencz opposto, Dos Santos e Horstink in posto quattro, De Togni e Patriarca al centro e Rizzo libero. L’avvio è positivo, con la Revivre che scappa subito sul 4-1 con l’ace di Dos Santos e con il muro di De Togni. Time out ospite, poi progressivamente la squadra di Moculescu (che disputerà la sedicesima Champions League consecutiva) annulla il gap sfruttando la battuta: doppio ace dell’opposto Gontariu e 11-11.

Milano, però, non si scompone e con una buona fase punto rimette la freccia (16-12). Verso quota venti, si scatena De Togni (primo tempo e muro per il 22-15) e la Revivre non ha problemi a chiudere 25-19.

Nel secondo set, la musica cambia in avvio, con il Friedrichshafen che riparte meglio, sfruttando nuovamente le battute di Gontariu (ace per il 6-3). Il servizio vincente di Patriarca rilancia la formazione di Maranesi (6-6), che poi duella ad armi pari fino al muro di Van Garderen su Bencz (12-15). Complici un paio di sviste arbitrali, Patriarca e compagni, pur lottando fino alla fine, non riescono a completare la rimonta: 25-20 ospite a firma di Vogel e un set pari.

Nel terzo set, Maranesi rivolta il sestetto, con il libero Rizzo unico “superstite”. Nonostante il cambiamento radicale di formazione, la risposta è buona, con Bermudez a suonare la carica in attacco. Valsecchi trova l’ace del 10-6, Friedrichshafen risponde per le rime in battuta con Van Garderen (10-8) e con l’altro martello Geiler (13-13). Rientrano Mattera e Bencz per il doppio cambio (poi chiuso). Preti allunga in battuta (18-16), il solito Van Garderen annulla in contrattacco (18-18). Si arriva in volata, dove Bermudez chiude 25-21, regalando il 2-1 alla Revivre.

Nel quarto set, c’è spazio anche per il secondo libero Cerbo, mentre il Friedrichshafen spezza l’equilibrio iniziale con un ace (8-5), ma lo strappo è subito ricucito dai meneghini (8-8). I tedeschi rilanciano immediatamente, trovando il +3 con l’opposto Finger (8-11). Due muri consecutivi spianano la strada alla formazione di Moculescu (assistito dal vice italiano Marco Fenoglio), che poi chiude 25-19.

SABATO E DOMENICA TORNEO A INNSBRUCK – Al termine dell’allenamento congiunto di oggi, la Revivre è partita in pullman alla volta dell’Austria, dove sabato e domenica parteciperà al torneo di Innsbruck con l’Hypo Tyrol, la formazione tedesca del Berlino e gli svizzeri del Lugano, dove milita l’ex Jakovljevic.

REVIVRE MILANO-FRIEDRICHSHAFEN 2-2
(25-19, 20-25, 25-22, 19-25)
REVIVRE MILANO: Mattera 2, Dos Santos 9, De Togni 6, Bencz 9, Horstink 7, Patriarca 4, Rizzo (L), Kauliakamoa, Bermudez 5, Valsecchi 5, Djuranovic 5, Preti 3, Temponi 2, Cerbo (L). All.: Maranesi
FRIEDRICHSHAFEN: Van Garderen 13, Gunthor 6, Gontariu 18, Geiler 7, Vogel 8, Tischer 1, Grebennikov (L), Gauna 2, Finger 9, Gergye 4, Davis 2, Zimmermann 3. All.: Moculescu

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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