Inter, M’Vila sul momento della squadra: “Stiamo reagendo”
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Il centrocampista dell’Inter Yann M’Vila ha parlato oggi ai microfoni di Sky Sport24 HD.

Sul momento della squadra
La situazione della squadra è un po’ delicata, ma ora credo che stiamo reagendo. Abbiamo perso due partite consecutive in campionato e la prossima sarà contro il Napoli, una partita molto difficile, quindi siamo molto motivati per tornare a far punti. Stiamo lavorando molto e con Mazzarri stiamo facendo un ottimo lavoro, io stesso sento che sto migliorando molto anche dal punto di vista fisico, della performance. Dobbiamo continuare così e diventare più forti mentalmente per tornare a vincere.

Thohir ha detto che dovete fare un lavoro di introspezione; è un messaggio che avete recepito e in che modo?
Si, abbiamo recepito il messaggio del presidente, certamente, ed è una cosa, questa dell’approccio mentale, che dobbiamo risolvere tra di noi all’interno della squadra. Soprattutto dobbiamo pensare che dipende da noi e che non si possono perdere due partite di fila. Ora giochiamo contro il Napoli in casa e dobbiamo assolutamente vincere, per noi, per il morale e per il prosieguo del campionato.

Come ti sei trovato finora a giocare con Medel?
Io mi adatto a tutto, mi adatto anche a giocare due minuti o tre, a quello che mi chiede l’allenatore, che sia giocare davanti alla difesa o altro. Decide lui è io mi adatto. Qui, comunque, ho giocato in divers modi e m trovo bene con tutti, non ho problemi. La mia caratteristica è recuperare palloni e giocare subito la palla n avanti, non mi piace appoggiarla indietro, mi piace guardare sempre avanti. Quando ho la palla, la prima cosa che penso è contribuire all’azione offensiva. Nel mio modo di giocare, mi manca il lancio lungo per gli attaccanti, perché tendo a cercare il centrocampista davanti a me o il compagno sulle fasce. Devo crescere nell’assist, nell’aiutare gli attaccanti a creare occasioni da gol.

Quanto ti manca per tornare al livello raggiunto quattro anni fa?
Sono vicino a ritrovare la condizione di quattro anni fa. sono sulla strada giusta, non sono ancora al 100 per cento, ma sono sulla strada giusta. Giocando e ritrovando il ritmo partita sono sicuro che posso tornare al mio livello, anzi, credo che posso arrivare a un livello superiore rispetto a quello di quattro anni fa.

C’è qualcosa che ti ha stupito del calcio italiano?
La cosa del calcio Italiano che mi ha stupito è che è un calcio molto molto intenso, è davvero dura giocare qui, ma non è così diverso dal campionato francese. C sono più campioni, ma è simile.

Ti spettavi tanta pressione anche da parte dei media per esempio?
Non sento la pressione, non mi importa, i media possono dire ciò che vogliono, i media controllano il calcio, se decidono di esaltarti ti esaltano e sarai il migliore, ma se vogliono smontarti ti troverai in basso e da solo. Per questo non faccio per nulla attenzione ai media, se dicono qualcosa di me, o si aspettano qualcosa da me, a me interessa solo quello che dice l’allenatore, è lui l’unico che deve giudicare il mio lavoro. Se lui è soddisfatto e i media non lo sono, va bene così, quel che conta è che sia soddisfatto l’allenatore.

L’allenatore è soddisfatto?
Non lo so, dovete chiederlo a lui (ride, ndr)

Inter-Napoli può già emettere un verdetto sulla vostra stagione?
Dipende da noi, dipende da noi, perché abbiamo già perso due partite consecutive e non possiamo perdere la terza. Dipende da noi non rimanere indietro e spero che l’allenatore trovi le parole giuste per darci la voglia e la carica per vincere questa partita. Molto semplicemente dobbiamo vincere, dobbiamo assolutamente vincere e dare tutto per i tifosi, l’allenatore, la società, per tutti quelli che lavorano per noi. Dobbiamo dare tutto, vincere e se vinciamo questa possiamo rilanciarci e puntare molto in alto.

 

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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