Lampre-Merida alla Japan Cup: Conti 6° e Polanc 9° a Utsonomiya
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E’ giunta in Giappone la formazione blu-fucsia-verde che prenderà parte alla Japan Cup (19 ottobre), corsa nella quale la LAMPRE-MERIDA vanta una lunga tradizione di apparizioni e un altrettanto valido bottino di successi (Barbero, Codol, Simoni e Cunego i vincitori nel passato).

La spedizione in Oriente, diretta dal tecnico Vicino, può contare su Damiano Cunego, Valerio Conti, Elia Favilli, Jan Polanc e sullo stagista Andrea Vaccher.
Il meccanico Bortoluzzo e il massaggiatore Del Gallo completano la squadra.

La Japan Cup verrà disputata domenica 19 (orari italiani: partenza alle 3 e arrivo alle 7) sulla distanza dei 151,3 km del circuito di Utsonomiya.
Come antipasto della prova principale, i corridori saranno impegnati nella mattinata di sabato 18 in una pedalata con i tifosi giapponesi e nel pomeriggio parteciperanno al Japan Cup Criterium.

Corsa solitamente selettiva, potrà esaltare quei corridori che, al termine di una stagione impegnativa, avranno ancora residue energie da spendere – ha spiegato il ds Vicino – Noi avremo un valore aggiuntivo molto importante: i ragazzi sono tutti molto motivati. Conti arriva in Giappone dopo aver conquistato al Gp Beghelli il primo successo in carriera; Cunego vuole chiudere la sua esperienza nel nostro team con una prova di spicco; Favilli e Polanc sanno di poter ben figurare sul percorso di Utsonomiya; Vaccher cercherà di confermare la bella prestazione offerta nella sua prima esperienza da stagista al Tour of Utah“.

Per la trasferta nel Paese del Sol Levante, la LAMPRE-MERIDA sfoggerà una maglia speciale, impreziosita dai loghi del partner giapponese Shukoh, da anni al fianco della squadra blu-fucsia-verde nelle gare nipponiche.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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