Seamen, la festa non è finita: tutto sulla consegna degli anelli
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I signori degli anelli o, per meglio dire, i signori del football americano made in Italy. Venerdì 24 ottobre, con inizio della serata fissato per le ore 22.00, al Tocqueville 13, zona Corso Como, i Seamen Milano festeggiano ancora una volta la conquista del tricolore con la consegna del premio più ambito.

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In puro stile NFL i protagonisti della cavalcata, tecnici e giocatori, che il 6 luglio ha regalato alla bacheca di via Manzoni lo storico trofeo di campioni d’Italia, riceveranno l’anello quale riconoscimento per il titolo conquistato.

Quella degli anelli commemorativi è una tipica usanza americana, esportata nell’occasione, per celebrare al meglio uno scudetto atteso per 33 anni, finalmente materializzatosi nell’Italian Super Bowl di Ferrara.  Modello rigorosamente appariscente, di color argento, con pietra blue navy, l’ambito premio è destinato a essere indossato per ricordare ai protagonisti e a tutto il movimento un successo i cui echi stentano ancora a spegnersi.

(foto da: Ufficio Stampa Seamen Milano)
(foto da: Ufficio Stampa Seamen Milano)

 

L’occasione sarà certamente propizia per celebrare anche un grande protagonista nella recente storia dei “Marinai” che per primo pose piede al Vigorelli indossando un anello il cui scintillio abbagliò tutti gli addetti ai lavori. Parliamo di Joe Avezzano, indimenticato coach, con lunghi trascorsi nella NFL che all’ombra della Madonnina ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita avviando un progetto destinato a divenire vincente. L’anello indossato dall’ex allenatore dei Dallas Cowboys aveva certamente una valore, materiale e oggettivo diverso, ma non meno importante per chi vive il football con tanta passione.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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